CENTOMOVIMENTI NEWS - 9 SETTEMBRE 2004
Sudan: "Le Nazioni Unite fermino il massacro"
REDAZIONE

"Non possiamo più accontentarci delle parole del governo di Khartoum". Con questa dichiarazione il segretario di stato americano Colin Powell, che ha oggi parlato davanti ad una commissione del Congresso a Washington, ha denunciato il "vero e proprio genocidio" in corso nella regione del Darfur. Il Governo sudanese è infatti responsabile di una pulizia etnica volta ad eliminare la popolazione di fede cristiana e animista.
Gli Stati Uniti hanno ieri presentato una bozza di risoluzione al consiglio di sicurezza dell'Onu, attraverso la quale chiedono alle Nazioni Unite di intimare all'Esecutivo locale di cessare i massacri sui civili. La Casa Bianca pretende anche il disarmo delle milizie arabe Janjawid e l'arresto dei guerrieri che si sono resi responsabili di omicidi, stupri e saccheggi.

Nel documento sono previste delle sanzioni, che potrebbero essere inflitte a Khartoum nel caso si rifiuti di adempiere a queste richieste.
"Non è mai una gioia imporre sanzioni, ma è l'ultima possibilità se tutto il resto non ha dato risultati - ha spiegato l'ambasciatore americano al Palazzo di Vetro John C. Darforth - quello che tento di ottenere è di mettere in salvo la vita delle persone, solo questo".
Le sanzioni sono soprattutto relative alla compravendita di petrolio, il Sudan produce qualcosa come 320mila barili al giorno.
Non è inoltre escluso un eventuale operazione militare della comunità internazionale capace di mettere fine alla guerra civile che insanguina il paese africano.

E, sempre a proposito di Sudan, diverse associazioni umanitarie hanno recentemente accusato Italia, Francia e Giappone di non occuparsi abbastanza del problema.
"Sono tra i paesi più ricchi del mondo - hanno dichiarato alcuni responsabili delle organizzazioni - ma in termini economici risultano tra i donatori che hanno dato meno".
Se gli Stati Uniti hanno stanziato, per il solo periodo 2004-2005, 206 milioni di dollari in aiuti umanitari (e la Gran Bretagna 94 milioni) Giappone, Francia e Italia hanno speso complessivamente solo 25 milioni (il nostro Paese ne ha spesi 10,8).

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