"Non
possiamo più accontentarci delle parole del governo di Khartoum".
Con questa dichiarazione il segretario di stato americano Colin
Powell, che ha oggi parlato davanti ad una commissione del
Congresso a Washington, ha denunciato il "vero e proprio
genocidio" in corso nella regione del Darfur. Il Governo sudanese
è infatti responsabile di una pulizia etnica volta ad eliminare la
popolazione di fede cristiana e animista.
Gli Stati Uniti hanno ieri presentato una bozza di risoluzione al
consiglio di sicurezza dell'Onu, attraverso la quale chiedono alle
Nazioni Unite di intimare all'Esecutivo locale di cessare i
massacri sui civili. La Casa Bianca pretende anche il disarmo
delle milizie arabe Janjawid e l'arresto dei guerrieri che si sono
resi responsabili di omicidi, stupri e saccheggi.
Nel documento sono previste delle sanzioni, che potrebbero essere
inflitte a Khartoum nel caso si rifiuti di adempiere a queste
richieste.
"Non è mai una gioia imporre sanzioni, ma è l'ultima possibilità
se tutto il resto non ha dato risultati - ha spiegato
l'ambasciatore americano al Palazzo di Vetro John C. Darforth -
quello che tento di ottenere è di mettere in salvo la vita delle
persone, solo questo".
Le sanzioni sono soprattutto relative alla compravendita di
petrolio, il Sudan produce qualcosa come 320mila barili al giorno.
Non è inoltre escluso un eventuale operazione militare della
comunità internazionale capace di mettere fine alla guerra civile
che insanguina il paese africano.
E, sempre a proposito di Sudan, diverse associazioni umanitarie
hanno recentemente accusato Italia, Francia e Giappone di non
occuparsi abbastanza del problema.
"Sono tra i paesi più ricchi del mondo - hanno dichiarato alcuni
responsabili delle organizzazioni - ma in termini economici
risultano tra i donatori che hanno dato meno".
Se gli Stati Uniti hanno stanziato, per il solo periodo 2004-2005,
206 milioni di dollari in aiuti umanitari (e la Gran Bretagna 94
milioni) Giappone, Francia e Italia hanno speso complessivamente
solo 25 milioni (il nostro Paese ne ha spesi 10,8).
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