Gli
Stati Uniti sono pronti ad intervenire in Sudan per fermare la
guerra civile in atto da diversi anni. Il consigliere per la
sicurezza nazionale americana, Condoleezza Rice, ha fatto ieri
sapere che il Governo statunitense sta valutando l'invio di un
contingente militare nella regione del Darfur, da schierare al
fianco degli uomini dell'Unione Africana, che da alcuni mesi
stanno cercando invano di proteggere i civili dalla furia delle
milizie arabe Janjawid, alleate dell'Esecutivo di Khartoum.
"La chiave della soluzione è di aumentare la forza africana già
sul terreno - ha spiegato Condoleezza Rice - i ruandesi sono
pronti ad andare. I nigeriani sono pronti ad andare. Noi siamo
pronti a dare una mano assieme ad altri".
La possibilità di un intervento militare è stata
confermata anche dal segretario di Stato Colin Powell, secondo il
quale è però necessario che l'azione americana sia affiancata da
un'operazione analoga delle Nazioni Unite: "Non possiamo operare
da soli. Qui serve la comunità internazionale".
Pochi giorni fa Powell aveva accusato il Governo sudanese di aver
permesso una pulizia etnica volta ad eliminare la popolazione di
fede cristiana e animista.
"Non possiamo più accontentarci delle parole del governo di
Khartoum - aveva osservato parlando davanti ad una commissione del
Congresso a Washington - è in corso un vero e proprio genocidio".
La scorsa settimana
gli Stati Uniti hanno anche presentato una
bozza di risoluzione al consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite, attraverso la quale hanno chiesto all'Onu di intimare
all'Esecutivo locale di cessare i massacri sui civili. La Casa
Bianca ha anche preteso il disarmo delle milizie Janjawid e
l'arresto dei guerrieri che si sono resi responsabili di omicidi,
stupri e saccheggi. Nel documento sono inoltre previste delle
sanzioni, che potrebbero essere inflitte a Khartoum nel caso si
rifiuti di adempiere a queste richieste.
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