Il
Sudan e l'Iran sono nel mirino delle Nazioni Unite. A preoccupare
il Palazzo di Vetro, le sistematiche violazioni dei diritti umani
nella regione del Darfur e i progetti nucleari del regime di
Teheran.
Con undici voti favorevoli e quattro astensioni, ieri il Consiglio
di Sicurezza ha approvato una risoluzione presentata giorni fa
dagli Stati Uniti, con la quale ha intimato al Governo di Khartoum
di intervenire immediatamente per fermare le violenze perpetrate
nel Paese dalle milizie arabe Janjawid. Se l'Esecutivo non
rispetterā queste disposizioni, si legge nel documento, la nazione
africana sarā soggetta a pesanti sanzioni petrolifere.
Per quel che concerne l'Iran, invece, l'agenzia internazionale per
l'Energia atomica ha preparato una risoluzione attraverso la quale
viene chiesto al regime di fermare l'attivitā di arricchimento
dell'uranio. Inoltre, l'agenzia dell'Onu ha chiesto a Teheran di
aprire le porte dei suoi impianti nucleari agli ispettori, e di
mettere a loro disposizione tutte le informazioni necessarie.
Intanto, sempre a proposito di nucleare, la Corea del Nord ha
annunciato che non smantellerā il suo arsenale e che diserterā
tutti gli incontri internazionali fino a quando gli Stati Uniti
non cesseranno il loro approccio ostile con il governo di
Pyongyang.
Secondo i nordcoreani Washington, estremamente duro con i loro
progetti, č sempre disposto a chiudere un occhio sui programmi
atomici della Corea del Sud: "Le mancate sanzioni per gli
esperimenti nucleari in Corea del sud nel 2000 e nel 1982
dimostrano che gli Stati Uniti attuano una politica di due pesi e
due misure".
SUDAN:
Sudan: gli Stati Uniti si
preparano ad un'azione militare
IRAN
Gli Usa: "Ora basta, l'Onu fermi
l'Iran"
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