Contrordine,
il dittatore libico Moammar Gheddafi non è più un terrorista. Lo
hanno deciso gli Stati Uniti e l'Ue, quest'ultima su
forte pressione del nostro Paese.
Bruxelles e Washington stanno infatti pensando di suggellare la recente distensione diplomatica tra le
parti con l'abolizione dell'embargo allo stato africano.
Una mossa strategica dalla quale ricaveranno beneficio un po' tutti:
se la Libia avrà maggiori entrate di denaro potrà arginare il
fenomeno dell'emigrazione dei suoi cittadini verso i paesi del
vecchio continente, risolvendo molti problemi alle nazioni del sud-europa ed
in particolare alla nostra. Inoltre, l'eliminazione dell'embargo
sarà un successo politico per la Casa Bianca, per la quale la
rinuncia alle armi di distruzione di massa annunciata da Tripoli è
una diretta conseguenza della guerra in Iraq.
Ieri alcuni esponenti dell'amministrazione di George W. Bush si erano
detti soddisfatti del comportamento del colonnello ed avevano
ipotizzato una rapida eliminazione delle sanzioni (una parte delle
quali è già stata rimossa lo scorso aprile). Sulla stessa
lunghezza d'onda stanno lavorando anche le Istituzioni europee,
che potrebbero addirittura permettere a Tripoli il commercio delle
armi.
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