Il
regime iraniano sta attraversando giornate molto difficili. Il
Governo deve fare i conti con le mobilitazioni interne volte a
chiedere riforme democratiche e con la comunità internazionale,
che contesta a Teheran la legittimità dei suoi programmi nucleari.
Questa notte un'imponente manifestazione di protesta è stata improvvisata
nella capitale, diverse centinaia di persone si sono riunite
davanti all'università cantando cori di libertà e chiedendo a gran
voce la democrazia. I contestatori sono stati dispersi dalla
polizia, che fortunatamente non è intervenuta (come in passato)
con metodi violenti.
Per quel che concerne i rapporti con l'estero, aumentano le
pressioni della comunità internazionale e, in particolare,
aumentano quelle provenienti dagli Stati Uniti. Ieri sera la
televisione americana Fox ha mandato in onda un'intervista al
presidente George W. Bush, durante la quale il leader repubblicano
ha ribadito che la sua amministrazione si impegnerà fino in fondo
affinché l'Iran non possa completare i suoi programmi atomici.
Bush si è detto convinto che bisognerà seguire la via della
diplomazia, ma ha assicurato all'opinione pubblica statunitense
che il paese mediorientale "non avrà mai armi di distruzione
di massa a
disposizione". L'inquilino della Casa Bianca ha inoltre auspicato
un maggior impegno delle Nazioni Unite in questa questione.
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