CENTOMOVIMENTI NEWS - 27 SETTEMBRE 2004
Ucciso leader di Hamas in Siria. Damasco condanna il "terrorismo israeliano"
REDAZIONE

Ieri mattina Ezzedin Sheikh Khalil, esponente di spicco dell'organizzazione Hamas, è morto nell'esplosione della sua automobile nel quartiere Zahira di Damasco. Un attentato che i palestinesi, il Governo siriano e persino la tv israeliana, hanno attribuito ai servizi segreti dello stato ebraico.
Nella tarda serata di ieri il portavoce del primo ministro Ariel Sharon ha negato "responsabilità israeliane in questo assassinio", ma i sospetti sono inevitabili, considerando che solo poche settimane fa il Governo di Gerusalemme aveva ipotizzato attacchi all'estero per colpire i dirigenti delle organizzazioni terroristiche.
"Questo atto di terrorismo di cui Israele porta la responsabilità rappresenta uno sviluppo grave - ha reso noto un portavoce del Governo di Damasco - poiché sottolinea la sua intenzione di scuotere la sicurezza e la stabilità nella Regione, in un momento in cui vengono effettuate delle iniziative internazionali e regionali intese a ridurre la tensione".

Nel frattempo, Hamas ha minacciato di vendicare con il sangue quello che è stato definito "un crimine codardo del Mossad (il servizio segreto israeliano, ndr)".
"La politica del nostro gruppo è chiara - ha affermato Osama Hamdan - e fino a questo momento non vi è alcun cambiamento riguardo alla lotta contro l'occupazione sionista e agli attacchi contro i sionisti all'interno dei territori occupati".
Poco prima le Brigate "Ezzedin al Qassam" avevano invece annunciato che avrebbero colpito gli interessi israeliani anche all'estero.
"Il nemico sionista ha di nuovo aperto la porta per uno spostamento della lotta fuori dalla Palestina - si legge in un comunicato - si dovrà assumere la responsabilità dei suoi atti".

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