CENTOMOVIMENTI NEWS - 30 SETTEMBRE 2004
La Russia preoccupa il mondo: una lettera contro la deriva autoritaria di Putin
REDAZIONE

Oltre cento esponenti politici di tutto il mondo hanno deciso che non resteranno a guardare mentre Vladimir Putin, in nome della lotta al terrorismo, fa a pezzi la democrazia in Russia. Il presidente dell'ex super potenza, infatti, circa due settimane fa ha annunciato un progetto volto ad accentrare su Mosca nuovi poteri, a discapito dell'indipendenza delle Repubbliche indipendentiste.
Spaventati da un possibile "ritorno alla retorica del militarismo e dell'impero", centoquindici politici americani ed europei hanno firmato una lettera destinata all'attenzione del segretario dell'Onu Kofi Annan e dei maggiori leader delle democrazie occidentali.

"Siamo molto preoccupati davanti alla possibilità che i tragici eventi degli ultimi mesi siano usati per minare la già fragile democrazia russa - si legge nel documento - troppo spesso in passato l'Ovest è rimasto silente quando il presidente Putin ha preso la strada sbagliata. L'Ovest deve capire che questa strategia è fallita".
I firmatari hanno detto di sentire il dovere di denunciare "quanto oggi sta avvenendo in Russia" e si sono detti vicini "alle decine di migliaia di cittadini russi che vogliono preservare la democrazia e la libertà nel proprio paese".
"E' molto importante affermare - hanno concluso - che la lotta al terrorismo non può diventare un pretesto per fare tutto ciò che si vuole".

Pochi giorni fa un duro monito nei confronti del Cremlino era arrivato dai massimi esponenti dell'attuale amministrazione americana e da quelli dell'Unione europea.
"L'Annuncio di Putin è una marcia indietro dal punto di vista delle riforme democratiche - aveva accusato il segretario di Stato americano Colin Powell - siamo d'accordo sulla necessità di combattere il terrorismo, ma nella lotta contro i terroristi penso ci voglia un equilibrio corretto per non allontanarsi dalle riforme democratiche o dal processo democratico".
Sulla stessa lunghezza d'onda si era espresso anche il commissario agli Esteri di Bruxelles Chris Pattern che, attraverso il suo portavoce, aveva invitato "il presidente russo a rispettare alla lettera lo spirito della democrazia".
"Seguiamo ciò che avviene con attenzione - aveva aggiunto - chiunque si trovi a rispondere alla sfida del terrorismo deve nello stesso tempo rispettare la democrazia e i diritti dell'uomo".

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