Oltre
cento esponenti politici di tutto il mondo hanno deciso che non
resteranno a guardare mentre Vladimir Putin, in nome della lotta
al terrorismo, fa a pezzi la democrazia in Russia. Il presidente
dell'ex super potenza, infatti, circa due settimane fa ha
annunciato un progetto volto ad accentrare su
Mosca nuovi poteri, a discapito dell'indipendenza delle
Repubbliche indipendentiste.
Spaventati da un possibile "ritorno alla retorica del militarismo
e dell'impero", centoquindici politici americani ed europei hanno
firmato una lettera destinata all'attenzione del segretario
dell'Onu Kofi Annan e dei maggiori leader delle democrazie
occidentali.
"Siamo molto preoccupati davanti alla possibilità che i tragici
eventi degli ultimi mesi siano usati per minare la già fragile
democrazia russa - si legge nel documento - troppo spesso in
passato l'Ovest è rimasto silente quando il presidente Putin ha
preso la strada sbagliata. L'Ovest deve capire che questa
strategia è fallita".
I firmatari hanno detto di sentire il dovere di denunciare "quanto
oggi sta avvenendo in Russia" e si sono detti vicini "alle decine
di migliaia di cittadini russi che vogliono preservare la
democrazia e la libertà nel proprio paese".
"E' molto importante affermare - hanno concluso - che la lotta al
terrorismo non può diventare un pretesto per fare tutto ciò che si
vuole".
Pochi giorni fa un duro monito nei confronti del Cremlino era
arrivato dai massimi esponenti dell'attuale amministrazione
americana e da quelli dell'Unione europea.
"L'Annuncio di Putin è una marcia indietro dal punto di vista
delle riforme democratiche - aveva accusato il segretario di Stato
americano Colin Powell - siamo d'accordo sulla necessità di
combattere il terrorismo, ma nella lotta contro i terroristi penso
ci voglia un equilibrio corretto per non allontanarsi dalle
riforme democratiche o dal processo democratico".
Sulla stessa lunghezza d'onda si era espresso anche il commissario
agli Esteri di Bruxelles Chris Pattern che, attraverso il suo
portavoce, aveva invitato "il presidente russo a rispettare alla
lettera lo spirito della democrazia".
"Seguiamo ciò che avviene con attenzione - aveva aggiunto -
chiunque si trovi a rispondere alla sfida del terrorismo deve
nello stesso tempo rispettare la democrazia e i diritti
dell'uomo".
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