"Non
penso che siamo nella Romania di Ceausescu, devo pensare che si
voglia scherzare. Siamo al surrealismo e al dadaismo puro".
Guardando l'edizione delle ore 20 del Tg1 di ieri sera, il diessino
Pierluigi Bersani è rimasto allibito: il telegiornale di Clemente
Mimun, infatti, descriveva con toni trionfali la manovra che il
Consiglio dei ministri avrebbe approvato da lì a poche ore,
arrivando persino ad inserire nei titoli la sovraimpressione "una
finanziaria per gli investimenti".
"Mimun ci ha raccontato che siamo in una Finanziaria di sviluppo -
ha spiegato - sono offeso, da italiano e da cittadino prima che da
esponente dell'opposizione, per un modo simile di rappresentare la
realtà. Gli italiani non sono degli idioti. Non si possono
continuare a raccontare cose che non esistono".
Il tg di Ceausescu: i precedenti
scontri tra Tg1 e Ds
Le
elezioni europee
All'indomani delle elezioni dello scorso giugno la Quercia
lamentò lo "scandaloso e vergognoso" tentativo delle televisioni
italiane di nascondere la vittoria del centrosinistra, puntando il
dito in modo particolare sul giornale di Mimun. Il segretario dei
Democratici di Sinistra Fassino chiese addirittura
l'elezione di un nuovo consiglio di amministrazione della Rai.
Il discorso di Antonio Fazio
Alla fine dello scorso maggio il Governatore della banca D'Italia
Antonio Fazio lanciò un severo monito sull'economia italiana,
ipotizzando il probabile sforamento dei parametri di Maastricht da
parte del nostro Paese.
Ma il riassunto dell'intervento di Fazio, fatto dal "telegiornale
degli italiani", così pure come dal Tg della seconda rete,
raccontò una realtà molto diversa.
"E' doveroso chiedersi - scrisse in un comunicato l'onorevole
Gloria Buffo insieme ad altri esponenti del centrosinistra - che
affidabilità e fiducia possano avere i cittadini nell'informazione
quando si riesce a manipolare in questo modo persino i numeri".
Le opposizioni "antidemocratiche"
Nell'agosto del 2003, a margine di un incontro con il Cancelliere
tedesco Gerhard Schroeder, il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi definì le opposizioni "antidemocratiche e illiberali".
Il Tg1, dopo aver dato molto spazio alle dichiarazioni del
premier, cancellò completamente la voce della sinistra, non
concedendo ad alcun esponente della minoranza il diritto alla
replica.
Immediate arrivarono le proteste da parte della Quercia: "Il Tg1 è
diventato, sotto la direzione di Clemente Mimun, l'agenzia privata
di propaganda di Berlusconi e di Forza Italia, a questo punto,
visto che il direttore Mimun proprio non ce la fa a capire che
dirige un servizio pubblico, proponiamo che il suo stipendio e i
costi del Tg1 vengano direttamente assunti dalle capaci finanze di
Forza Italia".
Le elezioni amministrative
Furiosa polemica anche in occasione delle elezioni amministrative
del maggio 2003, quando - nonostante l'evidente sconfitta della
coalizione di centrodestra - il Tg1 aveva mandato in onda un
servizio che affidava al solo Claudio Scajola la lettura dei dati
(tutt'altro che precisi) e che si concludeva con il volto
sorridente di Renato Schifani, che assicurava la netta
affermazione della Casa delle Libertà.
Quella volta intervenne Piero Fassino in persona: "Non posso che
esprimere la più ferma protesta per il modo con cui il Tg1 ha
disinformato gli italiani con un metodo che ricorda quello delle
televisioni di Ceausescu. Raramente si è assistito ad una
dimostrazione di asservimento al potere come quella alla quale
abbiamo assistito stasera, un metodo che riteniamo totalmente
inaccettabile per un paese democratico".
Un concetto ribadito poco più tardi da Roberto Cuillo, portavoce
del leader dei Ds: "Il Tg1 di Clemente Mimun è come il
migliore Tg di Ceausescu. Ha nascosto il risultato del voto per
far spazio alle bugie di Scajola, che ha parlato di un inesistente
sette a cinque nelle elezioni provinciali".
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