CENTOMOVIMENTI NEWS - 30 SETTEMBRE 2004
Tg1 di nuovo nella bufera: "Sembra il telegiornale di Ceausescu"
REDAZIONE

"Non penso che siamo nella Romania di Ceausescu, devo pensare che si voglia scherzare. Siamo al surrealismo e al dadaismo puro".
Guardando l'edizione delle ore 20 del Tg1 di ieri sera, il diessino Pierluigi Bersani è rimasto allibito: il telegiornale di Clemente Mimun, infatti, descriveva con toni trionfali la manovra che il Consiglio dei ministri avrebbe approvato da lì a poche ore, arrivando persino ad inserire nei titoli la sovraimpressione "una finanziaria per gli investimenti".
"Mimun ci ha raccontato che siamo in una Finanziaria di sviluppo - ha spiegato - sono offeso, da italiano e da cittadino prima che da esponente dell'opposizione, per un modo simile di rappresentare la realtà. Gli italiani non sono degli idioti. Non si possono continuare a raccontare cose che non esistono".

Il tg di Ceausescu: i precedenti scontri tra Tg1 e Ds

Le elezioni europee
All'indomani delle elezioni dello scorso giugno la Quercia lamentò lo "scandaloso e vergognoso" tentativo delle televisioni italiane di nascondere la vittoria del centrosinistra, puntando il dito in modo particolare sul giornale di Mimun. Il segretario dei Democratici di Sinistra Fassino chiese addirittura l'elezione di un nuovo consiglio di amministrazione della Rai.

Il discorso di Antonio Fazio
Alla fine dello scorso maggio il Governatore della banca D'Italia Antonio Fazio lanciò un severo monito sull'economia italiana, ipotizzando il probabile sforamento dei parametri di Maastricht da parte del nostro Paese.
Ma il riassunto dell'intervento di Fazio, fatto dal "telegiornale degli italiani", così pure come dal Tg della seconda rete, raccontò una realtà molto diversa.
"E' doveroso chiedersi - scrisse in un comunicato l'onorevole Gloria Buffo insieme ad altri esponenti del centrosinistra - che affidabilità e fiducia possano avere i cittadini nell'informazione quando si riesce a manipolare in questo modo persino i numeri".

Le opposizioni "antidemocratiche"
Nell'agosto del 2003, a margine di un incontro con il Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi definì le opposizioni "antidemocratiche e illiberali".
Il Tg1, dopo aver dato molto spazio alle dichiarazioni del premier, cancellò completamente la voce della sinistra, non concedendo ad alcun esponente della minoranza il diritto alla replica. Immediate arrivarono le proteste da parte della Quercia: "Il Tg1 è diventato, sotto la direzione di Clemente Mimun, l'agenzia privata di propaganda di Berlusconi e di Forza Italia, a questo punto, visto che il direttore Mimun proprio non ce la fa a capire che dirige un servizio pubblico, proponiamo che il suo stipendio e i costi del Tg1 vengano direttamente assunti dalle capaci finanze di Forza Italia".

Le elezioni amministrative
Furiosa polemica anche in occasione delle elezioni amministrative del maggio 2003, quando - nonostante l'evidente sconfitta della coalizione di centrodestra - il Tg1 aveva mandato in onda un servizio che affidava al solo Claudio Scajola la lettura dei dati (tutt'altro che precisi) e che si concludeva con il volto sorridente di Renato Schifani, che assicurava la netta affermazione della Casa delle Libertà.
Quella volta intervenne Piero Fassino in persona: "Non posso che esprimere la più ferma protesta per il modo con cui il Tg1 ha disinformato gli italiani con un metodo che ricorda quello delle televisioni di Ceausescu. Raramente si è assistito ad una dimostrazione di asservimento al potere come quella alla quale abbiamo assistito stasera, un metodo che riteniamo totalmente inaccettabile per un paese democratico".
Un concetto ribadito poco più tardi da Roberto Cuillo, portavoce del leader dei Ds: "Il Tg1 di Clemente Mimun è come il migliore Tg di Ceausescu. Ha nascosto il risultato del voto per far spazio alle bugie di Scajola, che ha parlato di un inesistente sette a cinque nelle elezioni provinciali".

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