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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 4 AGOSTO 2005
Castelli si scaglia di nuovo contro il Giudice Forleo

REDAZIONE

Meno di una settimana fa aveva annunciato l'avvio di un'azione disciplinare contro i Magistrati che concessero la libertà vigilata ad Angelo Izzo (l'assassino di Rosaria Lopez, che subito dopo essere uscito dal carcere uccise altre due persone), adesso il ministro della Giustizia Roberto Castelli si scaglia nuovamente contro Clementina Forleo. "Nuovamente", perché una prima spedizione punitiva contro il Giudice per le indagini preliminari di Milano era già stata avviata a fine febbraio. Il Guardasigilli non aveva digerito la sentenza con la quale il Magistrato aveva assolto tre imputati islamici accusati di aver reclutato kamikaze da inviare in Iraq. Ma, terminate le indagini, gli stessi ispettori di Via Arenula avevano dovuto concludere che Forleo non aveva fatto nulla di irregolare.

Questa volta il leghista ha concentrato la sua attenzione su un episodio avvenuto lo scorso 8 luglio lontano dai Tribunali. Quel giorno il Gip litigò in pieno centro a Milano con dei poliziotti che avevano appena arrestato un cittadino straniero colpevole di aver usufruito di un mezzo pubblico senza biglietto.
"E' stato un arresto brutale, un fermo non consono allo stato di diritto", aveva spiegato il Giudice, che si trovava a passare di lì solo per caso e che aveva poi ingaggiato un duello verbale con i poliziotti.
"Sono intervenuta come un qualunque cittadino - aveva spiegato il Gip - lo hanno buttato a terra con la testa contro il marciapiede. Aveva quattro o cinque persone addosso".

Ma, secondo gli agenti, la Dottoressa Forleo avrebbe visto solo la parte finale della vicenda. Secondo loro, l'extracomunitario aveva prima aggredito i controllori, poi aveva fatto resistenza all'arresto ed infine si era dato alla fuga.
Il sindacato di polizia Uilps aveva protestato energicamente per quanto avvenuto ed il Carroccio, tramite la camicia verde Mario Borghezio, si era subito lanciato nella mischia chiedendo la testa del Magistrato. Oggi Castelli ha completato l'opera con l'azione disciplinare.
Inutile dire che sono in molti a pensare che la spedizione punitiva di Castelli possa in realtà avere ben altri scopi. L'episodio dell'8 luglio potrebbe essere solo una banale scusa, l'obiettivo sarebbe invece quello di mettere i bastoni tra le ruote al Gip che si sta occupando della delicatissima inchiesta Bpi-Antonveneta.

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