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Meno di una settimana fa aveva annunciato
l'avvio di un'azione disciplinare contro i
Magistrati che concessero la libertà
vigilata ad Angelo Izzo (l'assassino di
Rosaria Lopez, che subito dopo essere uscito
dal carcere uccise altre due persone),
adesso il ministro della Giustizia Roberto
Castelli si scaglia nuovamente contro
Clementina Forleo. "Nuovamente", perché una
prima spedizione punitiva contro il Giudice
per le indagini preliminari di Milano era
già stata avviata a fine febbraio. Il
Guardasigilli non aveva digerito la sentenza
con la quale il Magistrato aveva assolto tre
imputati islamici accusati di aver reclutato
kamikaze da inviare in Iraq. Ma, terminate
le indagini, gli stessi ispettori di Via
Arenula avevano dovuto concludere che Forleo
non aveva fatto nulla di irregolare.
Questa volta il leghista ha concentrato la
sua attenzione su un episodio avvenuto lo
scorso 8 luglio lontano dai Tribunali. Quel
giorno il Gip litigò in pieno centro a
Milano con dei poliziotti che avevano appena
arrestato un cittadino straniero colpevole
di aver usufruito di un mezzo pubblico senza
biglietto.
"E' stato un arresto brutale, un fermo non
consono allo stato di diritto", aveva
spiegato il Giudice, che si trovava a
passare di lì solo per caso e che aveva poi
ingaggiato un duello verbale con i
poliziotti.
"Sono intervenuta come un qualunque
cittadino - aveva spiegato il Gip - lo hanno
buttato a terra con la testa contro il
marciapiede. Aveva quattro o cinque persone
addosso".
Ma, secondo gli agenti, la Dottoressa Forleo
avrebbe visto solo la parte finale della
vicenda. Secondo loro, l'extracomunitario
aveva prima aggredito i controllori, poi
aveva fatto resistenza all'arresto ed infine
si era dato alla fuga.
Il sindacato di polizia Uilps aveva
protestato energicamente per quanto avvenuto
ed il Carroccio, tramite la camicia verde
Mario Borghezio, si era subito lanciato
nella mischia chiedendo la testa del
Magistrato. Oggi Castelli ha completato
l'opera con l'azione disciplinare.
Inutile dire che sono in molti a pensare che
la spedizione punitiva di Castelli possa in
realtà avere ben altri scopi. L'episodio
dell'8 luglio potrebbe essere solo una
banale scusa, l'obiettivo sarebbe invece
quello di mettere i bastoni tra le ruote al
Gip che si sta occupando della delicatissima
inchiesta Bpi-Antonveneta. |