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Ha provocato un terremoto la pubblicazione,
da parte del quotidiano "La Repubblica",
delle intercettazioni telefoniche relative
alle vicende Antonveneta, Bnl e Rcs. Durante
le telefonate di alcuni dei personaggi
implicati nella scottante inchiesta,
spuntano infatti i nomi di importanti
politici, esponenti di primo piano dello
schieramento di maggioranza e di
opposizione.
Spuntano per esempio i nomi di Silvio
Berlusconi, ma anche quelli di Romano Prodi,
di Massimo D'Alema e di Piero Fassino.
Durante un colloquio tenutosi il 12 luglio
tra Gianpiero Fiorani ed Emilio Gnutti si
parla ad esempio del Cavaliere.
"Gli ho detto (a Berlusconi, ndr) che
andremo avanti con Rcs e che ci deve dare
una mano - riferisce Gnutti al suo
interlocutore - gli ho detto che se non ci
dà una mano la sinistra prende tutto".
A quel punto Fiorani suggerisce a Gnutti di
chiedere a Berlusconi di "chiamare il Number
One", che sarebbe il Governatore di
Bankitalia Antonio Fazio.
"Non guardo dal buco della serratura - ha
commentato il ministro del Welfare Roberto
Maroni - aspetto il ministro Castelli, per
capire come tutto questo è stato usato".
Di diverso tono il commento del dielle Renzo
Lusetti, secondo il quale "è urgente che il
presidente del Consiglio, per l'incarico che
ricopre e per gli interessi che a lui fanno
capo, smentisca immediatamente il via libera
inerente ad una operazione su Rcs che le
intercettazioni oggi pubblicate metterebbero
in luce".
Ma nei tabulati sono citati anche i massimi
esponenti del centrosinistra. Durante un
colloquio telefonico Stefano Ricucci -
l'uomo che da mesi fa parlare di sé
soprattutto per il suo tentativo di mettere
le mani su Rcs (e quindi anche del Corriere
della Sera) - dice esplicitamente di avere
"incontrato Prodi, Fassino, D'Alema e
Berlusconi e di aver presentato loro i suoi
piani e intenzioni su Rcs".
Immediata è arrivata la smentita dei leader
dell'Unione. Roberto Cuillo ha fatto sapere
che "l'unico occasionale incontro tra il
leader dei Ds e il signor Ricucci è avvenuto
all'Assemblea della Confcommercio il 23
giugno 2005 a Roma, peraltro riportato dalla
stampa".
"L'onorevole Massimo D'Alema non ha mai
incontrato, né conosciuto il signor Stefano
Ricucci - si legge invece in una nota
dell'ufficio del presidente dei Ds - risulta
quindi evidente che non vi può esser mai
stato alcun colloquio tra il signor Ricucci
e il presidente dei Ds D'Alema sui programmi
di investimento di quest'ultimo in Rcs".
Analoga iniziativa è stata presa dallo staff
di Romano Prodi, il quale ha fatto sapere
che l'unico incontro tra Prodi e Ricucci è
quello del 23 giugno, lo stesso di cui parla
il portavoce di Fassino.
Lo stesso Ricucci, nel corso di
un'intervista pubblicata oggi dal Corriere
della Sera, ha confermato tutte le versioni,
negando di aver mai incontrato Prodi,
Fassino e D'Alema per parlargli dei suoi
progetti su Rcs. |