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Ha trovato subito molti sostenitori,
soprattutto nelle fila della Casa delle
Libertà, la crociata del primo ministro
Silvio Berlusconi contro le intercettazioni
telefoniche della Magistratura. Il
presidente del Consiglio - all'indomani
della pubblicazione sugli organi di stampa
delle conversazioni telefoniche relative
all'inchiesta Antonveneta, Bpi, Rcs,
conversazioni nelle quali è lui stesso più
volte chiamato in causa - ha promesso un
"disegno di legge per restringere in maniera
molto forte la possibilità per chiunque di
effettuare le intercettazioni telefoniche".
"Lo scriverò di mio pugno e lo presenterò
nella prima seduta del Consiglio dei
ministri - ha chiarito - la comunicazione
sui media e sui giornali di intercettazioni
telefoniche assolutamente private è una cosa
scandalosa. Puniremo la continuativa
violazione della privacy delle persone, per
limitarle a certi casi, per esempio alla
lotta alla mafia e alla lotta al terrorismo.
Per tutto il resto pene severe dai cinque ai
dieci anni per chi fa le intercettazioni e
per chi le pubblica".
Una presa di posizione che - come già detto
- è stata salutata con estremo favore da
gran parte della coalizione di centrodestra.
L'aennino Ignazio La Russa è stato tra i
primi a dichiarare che "il presidente del
Consiglio ha ragione", mentre il forzista
Antonio Tajani ha definito "saggia" l'idea
di punire quei "Magistrati che preferiscono
ai processi nelle aule dei tribunali la
giustizia sulla piazza mediatica".
"Regole più sicure sulle intercettazioni"
sono state annunciate anche dal
Guardasigilli Roberto Castelli.
"Si deve e si può fare qualcosa per
disciplinare l'utilizzo delle
intercettazioni - gli ha fatto eco il
ministro per le Riforme Roberto Calderoli -
i magistrati hanno troppo potere e serve una
modifica della Costituzione per separare le
carriere di Pm e magistrati giudicanti. Il
Csm non ha senso di esistere".
Un'offensiva a tutto campo, dunque, davanti
alla quale il centrosinistra ha preferito la
via del silenzio. Tra le poche eccezioni c'è
il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro
Scanio, per il quale "è incredibile che di
fronte all'enormità di quanto sta emergendo
intorno a Bankitalia, Berlusconi non riesca
a fare altro che annunciare provvedimenti
addirittura per impedire le
intercettazioni". |