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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 8 AGOSTO 2005
Berlusconi contro le intercettazioni. Centrodestra entusiasta

REDAZIONE

Ha trovato subito molti sostenitori, soprattutto nelle fila della Casa delle Libertà, la crociata del primo ministro Silvio Berlusconi contro le intercettazioni telefoniche della Magistratura. Il presidente del Consiglio - all'indomani della pubblicazione sugli organi di stampa delle conversazioni telefoniche relative all'inchiesta Antonveneta, Bpi, Rcs, conversazioni nelle quali è lui stesso più volte chiamato in causa - ha promesso un "disegno di legge per restringere in maniera molto forte la possibilità per chiunque di effettuare le intercettazioni telefoniche".

"Lo scriverò di mio pugno e lo presenterò nella prima seduta del Consiglio dei ministri - ha chiarito - la comunicazione sui media e sui giornali di intercettazioni telefoniche assolutamente private è una cosa scandalosa. Puniremo la continuativa violazione della privacy delle persone, per limitarle a certi casi, per esempio alla lotta alla mafia e alla lotta al terrorismo. Per tutto il resto pene severe dai cinque ai dieci anni per chi fa le intercettazioni e per chi le pubblica".

Una presa di posizione che - come già detto - è stata salutata con estremo favore da gran parte della coalizione di centrodestra.
L'aennino Ignazio La Russa è stato tra i primi a dichiarare che "il presidente del Consiglio ha ragione", mentre il forzista Antonio Tajani ha definito "saggia" l'idea di punire quei "Magistrati che preferiscono ai processi nelle aule dei tribunali la giustizia sulla piazza mediatica".

"Regole più sicure sulle intercettazioni" sono state annunciate anche dal Guardasigilli Roberto Castelli.
"Si deve e si può fare qualcosa per disciplinare l'utilizzo delle intercettazioni - gli ha fatto eco il ministro per le Riforme Roberto Calderoli - i magistrati hanno troppo potere e serve una modifica della Costituzione per separare le carriere di Pm e magistrati giudicanti. Il Csm non ha senso di esistere".

Un'offensiva a tutto campo, dunque, davanti alla quale il centrosinistra ha preferito la via del silenzio. Tra le poche eccezioni c'è il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, per il quale "è incredibile che di fronte all'enormità di quanto sta emergendo intorno a Bankitalia, Berlusconi non riesca a fare altro che annunciare provvedimenti addirittura per impedire le intercettazioni".

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