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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 9 AGOSTO 2005
Legge sulle intercettazioni? Giornalisti pronti allo sciopero

REDAZIONE

I giornalisti italiani sono pronti ad incrociare le braccia nel caso il Governo mantenesse la promessa di varare norme più severe in materia di intercettazioni telefoniche. Alcuni giorni fa il capo dell'Esecutivo Silvio Berlusconi aveva annunciato l'intenzione di presentare al prossimo Consiglio dei Ministri un "disegno di legge contenente pene severe dai cinque ai dieci anni per chi fa le intercettazioni e per chi le pubblica".
"Contro il bavaglio all'informazione e contro la legge liberticida del diritto di cronaca i giornalisti devono essere pronti a reagire in maniera determinatissima - ha tuonato questo pomeriggio il numero uno della Fnsi Paolo Serventi Longhi - prendendo in seria considerazione anche l'ipotesi di uno sciopero".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il segretario generale dell'Ordine dei giornalisti Vittorio Roidi, secondo il quale "anziché combattere il malaffare, le forze di governo si impegnano a fare in modo che i cittadini non possano conoscere".
"Invece di togliere l'infezione la si vuole nascondere - ha aggiunto - certo, è materia delicata, ma i nuovi bavagli farebbero fare un passo indietro al sistema giuridico. E a quello dell'informazione, ammesso che i giornalisti accettassero le nuove museruole".

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