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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 AGOSTO 2005
Intercettazioni a deputati: Casini scrive ai Giudici

REDAZIONE

La terza carica dello Stato Pier Ferdinando Casini ha scritto una lettera all'indirizzo del Palazzo di Giustizia di Milano per chiedere al presidente del Tribunale Vittorio Cardaci spiegazioni in merito alle intercettazioni telefoniche, ordinate dalla Procura e pubblicate poi da alcuni organi di informazione, nelle quali sono presenti stralci di conversazioni telefoniche di alcuni parlamentari.
"Da notizie di stampa risulterebbe che nell'ambito di un procedimento penale siano state acquisite agli atti trascrizioni di intercettazioni di conversazioni alle quali avrebbero preso parte deputati - si legge nella missiva - al riguardo Le sarò grato se vorrà fornirmi ogni utile elemento di conoscenza sugli eventuali profili di interesse della Camera, ai fini di cui all'articolo 68 della Costituzione".
In base all'articolo 68 della Costituzione i Giudici, prima di procedere a delle intercettazioni nei confronti di un membro del Parlamento, devono chiedere l'autorizzazione alla Camera (se è un Deputato) e al Senato (se è un senatore).
"Risponderò alla lettera - ha replicato Vittorio Cardaci, attualmente in ferie - sarà mio preciso dovere rispondere".

Ma, se il presidente del Tribunale ha commentato con estrema cautela l'iniziativa dell'ex democristiano, il presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro si è invece lanciato all'attacco.
"Ancora una volta un’alta carica dello Stato, la terza in ordine di importanza, confonde l’obiettivo - ha tuonato - i chiarimenti dovrebbero essere richiesti non a chi ha ordinato le intercettazioni, ma a colui che avrebbe commesso il reato che proprio le intercettazioni hanno permesso di rilevare e cioè persone delle istituzioni, come il più alto esponente della Banca d’Italia. Per altro si mesta nel torbido, perché il Procuratore di Milano aveva già risposto che non è stato commesso alcun illecito nel controllo dei telefoni. Insistere su questa strada significa creare appositamente confusione, per mettere sotto osservazione l’operato della magistratura, azione che non ha ragion d’essere".
Secondo Di Pietro, insomma, "Casini è in malafede, perché lancia un comunicato stampa provocando un inutile allarmismo su un fatto che aveva già avuto risposta".

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