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Le pubblicazioni di numerose telefonate
intercettate fra dei politici ed affaristi
senza scrupoli stanno facendo emergere un
gigantesco verminaio tale da far sembrare
marachelle le malefatte di Tangentopoli
scoperte all’epoca di Mani Pulite.
Ma ciò che è più grave è il fuggi-fuggi
generale dalle proprie responsabilità sia a
destra che a sinistra da parte dei politici
coinvolti.
La giustificazione usata da tutti è che
"tanto non sono fatti penalmente rilevanti".
Ma che cosa c’entra? Il politico ed il
Pubblico amministratore devono tenere
condotte trasparenti e corrette al di là
della rilevanza penale e non devono prestare
la propria opera o i propri servizi a questa
o quella cordata imprenditoriale per
permetterle di realizzare dei guadagni
illeciti con operazioni di insider trading,
aggiotaggio e false comunicazioni sociali.
Altrimenti la politica finisce per essere
asservita ai poteri economici e rimane
ricattata ogni volta che deve prendere
decisioni importanti nell'interesse della
collettività.
L’unica vera risposta a questo dilagare di
illegalità ed immoralità è l’assunzione di
un formale "patto etico" che almeno la
coalizione del centrosinistra (visto che
quella del centrodestra è completamente
sorda al riguardo) deve impegnarsi a
sottoscrivere con gli elettori. Un Patto che
metta al primo posto l’impegno a non
candidare alle prossime elezioni politiche
persone condannate con sentenza passata in
giudicato e a non far assumere incarichi di
governo centrale o locale a persone già
rinviate a giudizio per reati gravi.
Sarebbe un segno di discontinuità di cui la
coalizione abbisogna per distinguersi da
quella del centrodestra e per dare l’esempio
tangibile di voler abbandonare pratiche
clientelari e non trasparenti.
Purtroppo, però - a sentire certi dirigenti
del centrosinistra - pare che questo patto
etico "non s’ha da fare" perché
dimostrerebbe che il problema esiste ed i
nostri potenziali elettori finirebbero per
demoralizzarsi ancora di più. Ma il problema
esiste eccome e nasconderlo è un po’ come
nascondere al malato di avere un tumore: lo
si rassicurerà pure, ma intanto quello muore
per mancanza di cure. |