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Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi è voluto tornare sulla questione
delle intercettazioni telefoniche. Ne ha
parlato ieri da Portorotondo, dove sta
trascorrendo le vacanze.
"Ho ultimato il ddl, che presenterò al primo
Consiglio dei Ministri, per il divieto di
intercettazioni telefoniche - ha spiegato -
divieto che non comprende le indagini di
mafia e di terrorismo".
La crociata del Cavaliere contro i microfoni
dei Magistrati, subito sposata da gran parte
del centrodestra e anche da alcuni esponenti
dell'Unione, era iniziata a causa della
pubblicazione dei tabulati relativi alle
intercettazioni fatte nell'ambito
dell'inchiesta Antonveneta. Le persone
"ascoltate" dai Giudici avevano messo non
poco in imbarazzo diversi politici dei due
principali schieramenti, compreso il capo
del Governo. Da alcune registrazioni,
infatti, emergeva che il premier è coinvolto
nella scalata a Rcs, il gruppo da cui
dipende anche il Corriere della Sera.
Cose che capitano, ma che non devono
capitare mai più. L'inquilino di Palazzo
Chigi ha intenzione di togliere ai Giudici
la possibilità di fare intercettazioni.
"Bisogna preservare la libertà dei cittadini
- ha concluso Berlusconi - io credo che
tutti preferiscano avere in circolazione tre
truffatori o anche un omicida, piuttosto che
sentirsi tutti prigionieri del Grande
Fratello che ci sorveglia e ci ricatta. Sono
diritti civili fondamentali in uno stato
liberale". |