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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 AGOSTO 2005
Caselli: "Processo di mafia? Andreotti non è stato assolto"

REDAZIONE

"Io ho pagato quel pochino di acconto e tutto sommato non provo rancore nei confronti di nessuno. Soltanto vorrei dire non lo fate più. Certi magistrati sarebbe stato meglio non fossero esistiti". Queste le parole che mercoledì il Senatore a vita Giulio Andreotti ha pronunciato davanti alla platea di "Comunione e Liberazione" parlando dei Giudici che lo hanno processato per mafia a Palermo.
Dichiarazioni che hanno convinto l'ex Procuratore Generale del capoluogo siciliano Giancarlo Caselli a prendere carta e penna per scrivere una lettera di replica, lettera che è oggi stata pubblicata dal quotidiano Il Giornale.

"Prendersela con i Giudici per cancellare i fatti è come spaccare lo specchio che rivela il bubbone sul viso - si legge nella missiva - comprensibile per chi tiene a se stesso, ma inaccettabile per chiunque abbia rispetto per la verità. E senza verità, una democrazia rischia parecchio".
Caselli ha ribadito dunque per l'ennesima volta che al termine di quei processi Giulio Andreotti non è stato assolto pienamente, ma ha soltanto beneficiato dell'estinzione del reato per prescrizione.
"I fatti accertati non sono robetta da poco - ha aggiunto - meglio augurarsi che non siano mai esistiti i magistrati che hanno accertato queste verità processuali oppure meglio augurarsi che non fossero mai esistiti i fatti gravissimi che i supremi giudici di Roma hanno solennemente confermato?".
Il Magistrato ha amaramente concluso ricordando che in Italia prendersela con le Toghe è diventato una sorta di "sport nazionale praticato anche ai più alti livelli".

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