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"Se c'è qualcuno che fa un grande sacrificio
a ripresentarsi come candidato sono io. E'
un enorme sacrificio, un enorme sacrificio".
Lo ha affermato il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, il quale ha oggi voluto
mettere in chiaro che la decisione di
presentarsi di nuovo come candidato-premier
del centrodestra alle Politiche è solo
conseguenza del fatto che in Italia non c'è
nessuno - tranne lui - all'altezza di
guidare un Governo. Dichiarazioni che sono
ovviamente destinate a scatenare una nuova
ondata di sdegno, sia tra le fila delle
opposizioni che tra quelle della Casa delle
Libertà.
Il Cavaliere ha infatti messo in chiaro che
di candidati adatti, nel centrodestra
proprio non ce ne sono: "Non è che sono io
che non mi voglio muovere dalla sedia - ha
spiegato - magari ci fosse qualcuno che
possa avere i requisiti necessari. Tutto in
me, dal punto di vista personale e privato,
mi spingerebbe a dire: <si accomodi un
altro>". Poi, come se tutto ciò non fosse
sufficiente, ha aggiunto che un eventuale
candidato alternativo dovrebbe essere una
personalità di tale rilievo da poter essere
paragonata "a colui che ha retto il governo
per cinque anni (vale a dire a se stesso,
ndr)".
Per quel che concerne le opposizioni,
dimenticando forse che Romano Prodi è stato
un presidente della Commissione europea
stimato a livello internazionale, ha
spiegato che il solo pensare a qualcuno
dell'Unione seduto al tavolo del G8 in
compagnia di Putin, Bush e Blair lo fa
sentire male.
Dichiarazioni, quelle del premier, che hanno
scatenato in particolare l'ira dei centristi
di maggioranza, i quali hanno voluto
chiarire che "il sacrificio di candidarsi di
nuovo non glielo sta chiedendo nessuno".
"Sono parole penose dal punto di vista umano
prima che politico - ha replicato il
forzista Sandro Bondi - sono irriguardose
nei confronti delle umanissime parole del
presidente Berlusconi". |