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Sono terrificanti le devastazioni causate
dal passaggio dell'uragano Katrina sul
territorio americano. Particolarmente
colpita la cittā di New Orleans, dove l'80
per cento
delle abitazioni e delle strade č ormai
invaso dall'acqua e dove le autoritā hanno
istituito la legge marziale per contrastare
i numerosi fenomeni di sciacallaggio. I
danni - nello stato della Luisiana e in
quello del Missisipi - ammontano ad oltre
trenta
miliardi di dollari. I morti sono almeno
ottanta, ma č purtroppo un bilancio
destinato ad aumentare.
Nonostante la particolare causa del
disastro, non sono mancate le polemiche.
Molti ambientalisti ritengono infatti che la
responsabilitā di questa tragedia non possa
essere attribuita soltanto alla natura, ma
anche alle politiche ambientali delle ultime
amministrazioni statunitensi. In
particolare, la continua diffusione
nell'atmosfera di gas ad effetto serra
avrebbe moltiplicato sia il numero che la
capacitā distruttiva di tornadi e uragani.
Ne č per esempio convinto il ministro
dell'Ambiente tedesco Jurgen Trittin,
secondo il quale l'uragano Katrina č la
conseguenza del rifiuto, da parte della Casa
Bianca, di ratificare il protocollo di Kyoto
per la diminuzione della produzione dei gas
che determinano l'effetto serra.
"A partire dal 1990 la Germania ha tagliato
del 18,5% l'emissione di quei gas - ha
ricordato - mentre gli Stati Uniti hanno
continuato ad aumentarne la produzione".
Farā di certo discutere anche l'iniziativa
del presidente venezuelano Hugo Chavez, che
ha subito convocato una conferenza stampa
per annunciare che invierā "aiuti umanitari"
ai cittadini statunitensi in difficoltā.
Soltanto ieri Chavez aveva reso noto che il
suo Governo fornirā gasolio scontato del 40%
a tutti i cittadini americani che versano in
precarie condizioni economiche.
"Anche negli Stati Uniti c'č gente molto
povera - aveva fatto notare - tutti gli anni
centinaia di persone muoiono di freddo,
quindi offriremo loro il combustibile per il
riscaldamento a prezzi stracciati".
Il numero uno del Governo di Caracas aveva
inoltre aggiunto che metterā presto le
strutture ospedaliere del suo paese a
disposizione dei cittadini americani che -
sprovvisti di assicurazione - non possono
permettersi di affrontare spese mediche di
una certa entitā.
Chissā se le autoritā americane
apprezzeranno, o se rispediranno invece al
mittente quelle che molti - a Washington -
considerano solo una lunga serie di
provocazioni. |