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Anche al Tg5, come al Tg3,
ieri sera è stata negata la possibilità di fornire informazioni sul
preoccupante stato di salute di Giovanni Paolo II.
Il comitato di redazione ha diffuso una nota spiegando che, al contrario
di quanto fatto da tutte le "principali reti televisive di tutto il
mondo", Canale 5 non ha voluto interrompere i programmi per dare spazio
al telegiornale.
"Canale 5, nonostante ripetute e vivaci pressioni, non ha ritenuto
opportuno sospendere la programmazione della serata - ha spiegato il Cdr
- alla fine, solo dopo reiterate insistenze, Canale 5 ha messo in onda
per pochi minuti una scritta sul video che, in modo sommario, dava la
notizia che veniva trasmessa in diretta da tutte le televisioni del
mondo".
Il cdr del Tg5 ha manifestato alla direzione di Canale 5 "il proprio
disappunto" per quanto è avvenuto ed ha ribadito "che una grande azienda
editoriale non può mai sottrarsi al dovere di informare in modo puntuale
e completo i telespettatori".
Poco prima un analogo comunicato era stato diramato dalla redazione del
Tg3. Il Cdr ha ipotizzato che la decisione di Viale Mazzini di censurare
le notizie che arrivavano dal Vaticano possa essere legata alla scelta
di mandare in onda, su Rai Uno, la puntata di "Porta a Porta" alla quale
ha partecipato Silvio Berlusconi.
Uno scenario agghiacciante: avendo deciso di non fermare la propaganda
del Cavaliere su Rai Uno, qualcuno si è preso la briga di contattare
tutte le redazioni informandole non era possibile fornire notizie
sull'aggravamento del Pontefice. Quel qualcuno ha pensato che forse i
telespettatori si sarebbero chiesti perché il Tg1 non copriva l'evento. |