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Indro Montanelli non aveva
dubbi: l'Italia, per liberarsi di Silvio Berlusconi, aveva bisogno di
Silvio Berlusconi. Aveva bisogno di vederlo governare e di vedere gli
effetti del suo Governo sulle proprie tasche e sulle proprie libertà.
E la vittoria di Francesco Rutelli nelle elezioni Politiche del 2001,
sembrava solo un miraggio: "Parliamoci chiaro - aveva affermato il
fondatore del Giornale durante un colloquio con Micromega - la
maggioranza degli italiani quest'uomo lo vuole e non da oggi, dal giorno
della discesa in campo".
Ma il successo di Silvio Berlusconi, per quanto nefasto, avrebbe avuto
anche i suoi effetti benefici: "Io voglio che vinca - aveva spiegato a Repubblica - faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui
vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore".
Il Cavaliere ha vinto. Gli italiani hanno affidato a lui e alla sua
bacchetta magica le speranze di un futuro ricco e felice. Poi lo hanno visto
all'opera. Ed hanno capito. La Casa delle Libertà ieri ha incassato una
sconfitta storica, Forza Italia è uscita dalla tornata elettorale con le
ossa rotte. Berlusconi, si sa, fa sempre le cose in grande, soprattutto
quando perde.
Indro Montanelli, l'anticomunista diventato comunista quando il
Cavaliere è sceso in campo, aveva previsto tutto.
"Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino. E l'unico
vaccino è che provi a governare - aveva chiarito il giornalista -
Berlusconi andrà al potere e gli italiani capiranno finalmente.
Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una
bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al
Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Solo dopo
saremo immuni".
Un vero peccato che Montanelli non ci sia più, che non possa godersi una
giornata così, con il "piazzista di Arcore", i suoi "servi" e suoi
"killer" sconfitti e umiliati.
E che non possa dire: "Io l'avevo detto". |