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"I risultati sono netti e
incontestabili. E' un successo del centrosinistra in tutt'Italia". I
leader del centrosinistra non riescono a trattenere la gioia per il
risultato delle elezioni Regionali di ieri, un risultato che va ben
oltre le più rosee previsioni.
L'Unione perde in Lombardia e in Veneto, dove però la destra è uscita
ridimensionata, ma domina nel resto del Paese. Undici Regioni finiscono
ai candidati della coalizione di Romano Prodi, comprese la Puglia, il
Piemonte e, soprattutto, il Lazio, che alla vigilia sembravano
roccaforti inespugnabili. Inoltre, lo schieramento di centrosinistra
batte la Casa delle Libertà anche in termini di voti assoluti. In
sostanza, se fossero state Politiche, Prodi sarebbe già a Palazzo Chigi.
La chiave della vittoria, spiegano i leader dell'Unione all'unisono, è
stata l'Unità. In quasi tutte le Regioni la coalizione si è presentata
unita, da Rifondazione Comunista alla Margherita. Un concetto ribadito
con forza dal numero uno dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, per
il quale quello di ieri è un risultato "fisiologico: il centrosinistra
si è aggregato mentre il centrodestra si è disaggregato".
"Quando noi siamo sereni, uniti e propositivi vinciamo - ha commentato
Romano Prodi - abbiamo costruito l'Ulivo e l'Unione e oggi abbiamo
largamente vinto in numero di voti e in numero di regioni".
Piero Fassino e Francesco Rutelli hanno invece voluto sottolineare la
grande portata di questa vittoria. Una vittoria senza precedenti.
"Siamo di fronte ad un risultato travolgente - ha chiarito il leader
della Margherita - e quando dico travolgente vuol dire che travolge
tutto e tutti".
Il segretario dei Ds ha rimarcato che non solo sono aumentate il numero
delle Regioni dove governerà il centrosinistra, ma si sono soprattutto
moltiplicate le preferenze ottenute in tutto il Paese dall'Unione.
"Siamo maggioranza - ha chiarito - anche per quel che riguarda i voti". |