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Dopo la grave sconfitta
nelle elezioni Regionali, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
non aveva nascosto ai suoi più stretti collaboratori di temere "Golpe di
Palazzo". Il capo del Governo, in sostanza, ha paura che qualcuno,
all'interno della coalizione, possa chiedere l'arrivo di un nuovo leader
capace di evitare una sconfitta nelle Politiche 2006 che oggi appare
praticamente certa.
Il centrista Bruno Tabacci, a questo proposito, ha le idee molto chiare:
"Berlusconi è stato leader incontrastato della coalizione e il voto
regionale non può non interessarlo - ha spiegato l'ex Dc - è stato un
voto politico. Un voto che è stato, di fatto, un referendum su
Berlusconi e il Governo. La Casa delle Libertà deve esaminare con
freddezza la situazione e penso che sarebbe più prudente e saggio
trovare soluzioni alternative".
Di fronte a queste dichiarazioni, il ministro per l'Attuazione del
programma Claudio Scajola ha cercato di minimizzare. In sostanza, per il
forzista si tratta di un'opinione di "qualche singolo, qualche isolato,
che pensa, sbagliando totalmente, di scaricare le responsabilità su
Berlusconi".
"Mi sembra che Bruno Tabacci - ha poi aggiunto - sia il solo a tirar
fuori ogni volta l'argomento".
Ma Scajola si sbaglia: in questi due giorni sono stati in molti a
mettere in discussione il ruolo di guida del Cavaliere. Per il ministro
delle Comunicazioni Maurizio Gasparri "la leadership di Berlusconi
certamente è appannata", per l'aennino Domenico Fisichella bisognerebbe
addirittura andare ad "elezioni anticipate" e per il centrista Lorenzo
Cesa il centrodestra deve assolutamente "cambiare rotta".
"Non condivido l'atteggiamento di chi attribuisce la responsabilità
della sconfitta ai presidenti uscenti delle Regioni - ha dichiarato - la
responsabilità va attribuita al governo nazionale".
Lunedì pomeriggio, commentando i primi risultati delle Regionali,
l'aennino Ignazio La Russa aveva messo in chiaro che una eventuale
sconfitta del centrodestra sarebbe stata una sconfitta "anche di
Berlusconi", mentre Domenico Nania aveva osservato che, "a fronte di un
mantenimento dei partiti della coalizione, sembra esserci una sconfitta
di Forza Italia". |