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La sconfitta della Casa
delle Libertà nelle elezioni Regionali ha sancito la fine del
berlusconismo. E l'improvvisa decisione del Cavaliere di recarsi alla
trasmissione di Rai3 Ballarò per confrontarsi con i suoi avversari né è
la prova evidente.
Lo sostiene il quotidiano di Alleanza Nazionale "Il secolo d'Italia",
secondo il quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
"evitando le comode e compiacenti poltrone di Porta a Porta e irrompendo
in campo avversario, ha sancito la fine della strategia
indissolubilmente connessa alla sua immagine, il berlusconismo appunto".
"Fra domenica e lunedì - si legge ancora sul giornale - abbiamo
assistito alla fine di un momento, al dissolversi dell'epopea del
condottiero invincibile, dell'uomo solo al comando, del leader che
diffondeva ottimismo da migliaia di manifesti sei per tre, che da solo
apparendo in affollate convention rastrellava voti, che trascinava da
solo tutta la coalizione".
Un giudizio durissimo, reso ancora più tragico dalla dichiarazioni
rilasciate nelle ultime ore dagli esponenti dell'ex Msi. Diversi
colonnelli del partito di Fini hanno infatti consigliato a Berlusconi di
chiedere al popolo di confermare la sua leadership.
Il primo a parlare di elezioni anticipate era stato il senatore Domenico
Fisichella, poi era stata la volta dello stesso Gianfranco Fini.
"Una classe dirigente - ha ieri spiegato il ministro dell'Ambiente
Altero Matteoli - di fronte ad una sconfitta così pesante, ha il dovere
di analizzare ogni prospettiva, ivi compresa quella delle elezioni
anticipate".
A difendere il premier sembra essere rimasto il solo Gianni Alemanno,
per il quale "Berlusconi non è in discussione".
"Ma il dato di fondo - ha però aggiunto con tono polemico - è che un
leader deve guidare il cambiamento e non frenarlo. E questo è quello che
chiediamo al presidente Berlusconi". |