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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 APRILE 2005
Legge 40: il referendum il 12/13 giugno. Radicali e Unione insoddisfatti
REDAZIONE

Con voto unanime il Consiglio dei Ministri questo pomeriggio ha deciso che gli italiani potranno esprimersi sul referendum sulla legge 40 a giugno.
I promotori della consultazione avevano invece chiesto al Governo di fissare la data a maggio, prima della fine delle scuole, che per molti cittadini significa partenza per i luoghi di villeggiatura e quindi impossibilità a recarsi alle urne.
L'Esecutivo ha invece preferito la seconda domenica di giugno: sul 29 di maggio, ha spiegato il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu, non c'era "unanimità politica, né tra le forze di maggioranza, né tra quelle di opposizione".
Per venire incontro ai promotori il Governo ha però deciso di far votare non solo domenica 12 (dalle 8 alle 22), ma anche lunedì 13 (dalle 7 alle 15).

Un "contentino" che non è riuscito a placare l'ira dei Radicali, che hanno definito "la scelta del Governo pessima, gravissima, irragionevole".
"Silvio Berlusconi, che si è ancora una volta dovuto arrendere al peggio della sua coalizione e al peggio dell'Unione, rischia di passare dalla sconfitta delle regionali alla disfatta del referendum - hanno scritto in un comunicato Daniele Capezzone, Marco Cappato e Rita Bernardini - il Paese reagirà, come sul divorzio e sull'aborto, alle minoranze fondamentaliste e antimoderne che vorrebbero inchiodarlo a posizioni illiberali".

Delusi anche diversi esponenti del centrosinistra. Per Loredana De Petris, dei Verdi, "la decisione presa dal consiglio dei ministri è gravissima, ma purtroppo prevedibile". "La Casa delle Libertà - ha commentato - spera nell'astensione e il 12 giugno, un tipico weekend da mare, aiuta a distogliere l'attenzione degli italiani".
Per la diessina Gloria Buffo "dopo mesi di attesa, sono bastati solo cinque minuti per far slittare la data del Referendum a un weekend di mezza estate".
"Fino a ieri questa destra invocava il popolo sovrano - ha concluso la parlamentare della Quercia - adesso spera che il popolo vada al mare. Adesso bisogna che l'Italia che crede nelle libertà faccia sentire la sua voce".

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