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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 11 APRILE 2005
Amnistia: centrodestra spaccato. A sinistra solo Di Pietro fuori dal coro
REDAZIONE

Il leader dei Radicali Marco Pannella sospende - per motivi di salute - lo sciopero della fame, ma continua a chiedere a deputati e senatori di varare quanto prima un provvedimento in favore dei detenuti, quel gesto di clemenza che aveva chiesto Giovanni Paolo II nel corso della sua visita al Parlamento.
Nei poli il dibattito su questa questione è sempre acceso. Il centrodestra è lo schieramento più diviso, con gran parte di Forza Italia ed Udc a favore del gesto di clemenza ed An e Lega contrari. Nelle ultime ore, però, il partito di Gianfranco Fini ha aperto uno spiraglio, con Ignazio La Russa che auspica "uno sforzo" del suo partito in questa direzione, magari da barattare con "una maggiore severità verso gli habituè del crimine".

"Le Istituzioni ascoltino Marco Pannella e si prendano carico dell'esigenza di un provvedimento di clemenza - ha dichiarato invece il forzista Franco Frattini - serve un provvedimento per decongestionare le carceri e per affrontare il tema della giustizia rapida".
Meno possibilista il ministro della Giustizia Roberto Castelli, che chiede ai politici di non "ingenerare false aspettative nei detenuti" con le loro dichiarazioni. Anche perchè proprio il suo partito, la Lega Nord, sembra intenzionato a fermare ad ogni costo un'eventuale proposta di legge.
"Non credo che ci siano le condizioni per poter nemmeno iniziare a ragionare - ha messo in chiaro alcuni giorni fa la camicia verde Francesco Moro - sono altri i problemi seri".

Diversa la situazione del centrosinistra, dove la quasi totalità dei partiti è a favore del gesto di clemenza.
"L'iniziativa di Pannella merita solidarietà e atti concreti in Parlamento - ha chiarito il Verde Paolo Cento - per questo, senza tirare alle lunghe questo dibattito e illudere i detenuti, è necessario un pronunciamento chiaro di tutte le forze politiche".
Unica eccezione la posizione espressa dall'Italia dei Valori, fermamente contraria a questa amnistia.
"Finito l'ennesimo ricatto a cui Pannella ci ha abituati con il suo solito digiuno a tempo, è necessario riportare la questione dell'amnistia nel suo alveo istituzionale e morale - ha spiegato Antonio Di Pietro - ancora una volta assistiamo al solito gioco per cui si sacrificano risorse umane e finanziarie per combattere il crimine e poi ogni volta che le carceri scoppiano i detenuti vengono rimessi in libertà secondo lo schema del gioco dell'oca. Questa volta, per altro, il gioco è ancora più sporco perché il tutto è orchestrato dai tanti condannati presenti nelle istituzioni che, approfittando della morte del Papa, vogliono garantirsi impunità a buon mercato senza fare ammenda né per i reati commessi né per i danni arrecati".

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