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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 APRILE 2005
Berlusconi al Quirinale: scontro tra Alemanno e Di Pietro
REDAZIONE

Silvio Berlusconi prossimo presidente della Repubblica? Alleanza Nazionale torna a proporre una candidatura al Colle per il Cavaliere e spera così di riuscire ad imporre la designazione di Gianfranco Fini per Palazzo Chigi.
Questa volta l'idea viene rilanciata dal ministro per le Politiche Agricole Gianni Alemanno.
"Lo schieramento vincente (alle Politiche del 2006, ndr) dovrà anche esprimere il capo dello Stato. Berlusconi è interessato al Quirinale - ha ricordato - ad An farebbe piacere che il candidato a premier fosse Fini, ma c'é anche Casini e altri".

La proposta di Gianni Alemanno è stata commentata con velenosa ironia dal presidente dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro.
"Portare Berlusconi al Quirinale sarebbe come riportare Bokassa in Africa - ha chiarito - sarebbe come istituzionalizzare la parte meno credibile del Paese, come far diventare arbitro di una partita il giocatore più scorretto".
Lo scorso 15 marzo anche il numero uno della Lega Nord Umberto Bossi si era detto favorevole ad una designazione di Berlusconi a capo dello Stato.
"E' lui il mio alleato - aveva affermato in un colloquio con un giornalista di Quotidiano Nazionale - dov'é nato, in Brianza vero? Ecco, io sono uno semplice, ma anche lui lo è, è uno che ragiona come noi. Sì, ho fiducia in lui e lo voterò".

A fine gennaio anche Ignazio La Russa aveva parlato di un futuro di Silvio Berlusconi al Colle, ovviamente ipotizzando la candidatura del leader di Alleanza Nazionale Fini a Palazzo Chigi.
Qualche settimana prima lo stesso Berlusconi aveva parlato di questa possibilità.
"Al momento opportuno si vedrà, ma non lo escludo - aveva chiarito - c'è stato pressing su di me, ma c'è anche la figura di Gianni Letta, utilizzabile in ogni luogo".
"La proposta formulata oggi dal coordinatore di An squalifica non solo chi l'ha fatta, ma la coscienza civile di tutti gli italiani - aveva replicato anche in quel caso Di Pietro - contestiamo che un personaggio compromesso come Berlusconi, dopo aver squalificato il ruolo dell'Esecutivo italiano, possa andare a rappresentare l’uomo delle garanzie. Al massimo riuscirebbe a garantire solo alcune concessioni di grazia e amnistia a qualche suo amico".

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