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"La crisi non mi spaventa,
io vado avanti". Così il presidente del Consiglio alla fine della
giornata di ieri, la più difficile per il Governo e per la Casa delle
Libertà. Gli alleati lo stanno abbandonando, e lui non può proprio
negarlo: "Gli italiani mi hanno dato il mandato di governare per cinque
anni - ha affermato - se altri tradiscono il voto e il mandato che ci
hanno dato gli italiani, questo non mi riguarda".
Queste le dichiarazioni rilasciate davanti alla stampa. Ma durante
l'infuocato vertice di ieri sono volate parole molto più grosse.
"Continuerò anche senza di te - avrebbe urlato il Cavaliere, secondo
quanto riferisce il Corriere della Sera, all'indirizzo di Marco Follini,
intenzionato a lasciare il Governo - sostituirò i tuoi ministri
dimissionari".
Ma il leader dell'Udc è abituato alle minacce del premier. All'indomani
delle europee dello scorso giugno Berlusconi - assicurarono diversi
organi di stampa - gli lanciò un avvertimento ancora più pesante: "Ti
farò attaccare dalle mie televisioni".
Ieri il leader di Forza Italia è invece passato dalle minacce
direttamente agli insulti. Sempre secondo il giornale di Via Solferino
il capo del Governo, durante la riunione, avrebbe anche detto: "Uno come
me, con un patrimonio di ventimila miliardi, deve perdere il tempo con
voi. Vorrà dire che quando mi sarà passata l’arrabbiatura, siccome sono
una persona gentile, vi scriverò qualche cartolina dalle Bahamas".
Il ministro Giulio Tremonti, di fronte alle telecamere di "Porta a
Porta", rivela che il Cavaliere ha anche dichiarato: "Vado avanti e non
mi dimetto. Io me ne andrei pure, se ci fossero come alternativa un De
Gasperi, un Croce o un Salvemini". Insomma, Casini e Fini non sono alla
sua altezza, anche se tutti i sondaggi dicono che la Casa delle Libertà,
con una loro candidatura, avrebbe maggiori possibilità di recuperare lo
svantaggio che lo separa dal centrosinistra.
Ma per il premier, una volta molto attento agli indici di popolarità, si
tratta di dati inattendibili. "Nessuno è meglio di me - ha ribadito più
volte - e in panchina non c'è neanche un Van Basten". |