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La Procura di Roma ha
deciso di inviare al Tribunale dei ministri i fascicoli relativi alle
cosiddette "consulenze facili" al ministero della Giustizia,
un'inchiesta che riguarda l'attuale Guardasigilli Roberto Castelli e due
suoi predecessori: Piero Fassino e Oliviero Diliberto.
Secondo i Magistrati i tre ministri avrebbero assegnato agli "amici
degli amici" delle consulenze non giustificate, facendo perdere ai
contribuenti oltre un milione di euro.
Il leghista sarebbe in pole position per quanto riguarda le presunte
irregolarità. Sono infatti pochissime le consulenze contestate agli
esponenti del centrosinistra, mentre sono circa quaranta i casi dubbi
nei quali è coinvolto l'esponente del Carroccio.
I Sostituti Procuratori di Roma Giancarlo Amato, Adelchi d'Ippolito e
Maria Cristina Palaia e l'Aggiunto procuratore capitolino Pasquale
Lapadura ritengono che sia ormai emerso abbastanza materiale per
iscrivere i tre politici nel registro degli indagati. Poi la questione
sarà di esclusiva competenza del Tribunale dei ministri. |