PRIMA PAGINA

POLITICA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 15 APRILE 2005
"L'atteggiamento nei confronti degli immigrati va cambiato"
INTERVISTA A MARIA CHIARA ACCIARINI - A CURA DI CARLO DE VITA

Lo scandalo dell’espulsione forzata di immigrati da parte del Governo di Berlusconi ha posto il nostro Paese sotto il controllo dell’Unione Europea. Infatti, la questione della violazione dei diritti dei Rifugiati e la politica sull’immigrazione sono state discusse al Parlamento Ue, mentre la Corte europea ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto in particolare sull'isola di Lampedusa. Abbiamo intervistato la diessina Chiara Acciarini, fortemente attiva in questo campo.

Quali possono essere le conseguenze di queste indagini da parte dell’Unione Europea per l’Italia?
Dobbiamo distinguere tra l’attività del Parlamento e quella della Corte. Il primo si muove su un campo politico e le conseguenze ricadono quindi in questo ambito. Per quanto riguarda la Corte siamo ancora nella fase di richiesta al Governo italiano di documenti, ma è significativo ed importante che la questione sia affrontata a livello europeo. Molto dipenderà dai documenti che il Governo consegnerà per discolparsi: noi per ora non possiamo saperne nulla, ma siamo convinti del contrario. Gli immigrati che hanno fatto ricorso potranno ottenere l’annullamento del decreto di espulsione. Già da ora, però, è chiaro che non si può andare avanti così.

Dovendo quindi cambiare politica cosa propone il centrosinistra?
È tutto l’atteggiamento nei confronti degli immigrati che va cambiato. La politica finora condotta è molto negativa, e ha contribuito a irrigidire e peggiorare la situazione. I Democratici di Sinistra hanno già discusso la materia nel recente Congresso e definito un’indirizzo politico che prevede la chiusura degli attuali Centri di Permanenza Temporanea (i famigrati CPT) e l’istituzione di nuovi “centri di accoglienza” che non devono avere caratteristiche detentive, ma devono essere improntati a una diversa politica di umana solidarietà.

Allargando il punto di vista sul problema, cosa ne pensa delle intese che si possono formare con i Paesi di origine degli immigrati?
Bisogna stare molto attenti. Spesso si tratti di accordi molto vaghi, validi solo politicamente. Se prendiamo come esempio proprio questo ultimo caso, l’accordo tra Italia e Libia non ha nessun valore e fondamento giuridico: per averli dovrebbe essere stato ratificato dal Parlamento, mentre questo era un accordo verbale probabilmente preso “sotto una tenda”. I disastri di questo tipo di politica alla fine escono fuori e infatti ora tutta l’Unione Europea ci guarda.

LEGGI ANCHE:

CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"