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La Casa delle Libertà si
dirige verso la rottura definitiva. Follini e gli altri ministri Udc
lasciano il Governo e i centristi concedono solo un appoggio esterno
all'Esecutivo. La Casa delle Libertà, insomma, sta colando a picco. Gli
ex Dc avevano chiesto una vera svolta nella squadra governativa, molto
di più del semplice mini-rimpasto che il Cavaliere era pronto a
concedere.
Ma, come sappiamo, il premier non si è mosso di un millimetro dalla sua
posizione, e si è detto deciso ad onorare l’impegno preso con
gli italiani andando fino in fondo con uno staff simile a quello attuale.
Ora più che mai, Berlusconi sembra aver chiuso gli occhi su ciò che
realmente sta accadendo attorno a lui. Il suo inesauribile ottimismo
altro non è, a questo punto, che un’ostinata presa di posizione che
porterà il Paese a conseguenze nefaste. La sua linea dura ha più il
sapore di un capriccio infantile ed egoistico: il farsi un esame di
coscienza e mettersi da parte è un pensiero che nemmeno lo sfiora.
Soprattutto non vuole rendersi conto che la fiducia degli italiani l’ha
tradita già molto tempo fa (il voto delle elezioni Regionali ne è la
prova) e che la gente ha bisogno di un reale cambiamento e di
provvedimenti concreti per risanare prima di tutto l’economia. E' con questo spirito
che il leader dell'Unione Romano Prodi aveva
suggerito al Governo, se proprio era deciso a rimanere in piedi, di
prendere determinate misure, anche impopolari, pur di rimettere, seppure
un minimo, in sesto il Paese.
Come avrebbe dunque intenzione di procedere la Casa delle Libertà ora
che l’Udc (e tra poco anche il Nuovo Psi di De Michelis) ha abbandonato
tutto? Siamo davvero giunti al termine dell’era-Berlusconi?
Bertinotti, ad esempio, scommette di sì, affermando che questi ultimi
giorni non sono altro che il "travaglio del dopo-Berlusconi". L'ex
presidente della Repubblica Francesco Cossiga, sempre a proposito delle
dimissioni dell’Udc, afferma che "se la motivazione delle dimissioni di
un partito è politica, il Governo non può proseguire".
Ma, per com’è fatto Berlusconi, sarebbe un miracolo se stesse anche solo
a sentire consigli del genere. Non resta quindi che continuare a seguire
le vicende di questa tormentata coalizione del centrodestra, sperando
comunque che l’attesa non si allunghi ulteriormente e si esca finalmente
da questa spirale di riunioni, summit e incontri in cui si arranca
miseramente, per uscire dalle sabbie mobili. Ciò che è certo è che non
si tratta di un bello spettacolo, spettacolo di cui sinceramente
gl’italiani cominciano ad averne abbastanza. |