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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 15 APRILE 2005
Siamo giunti alla fine dell'era Berlusconi?
ANNA TORO

La Casa delle Libertà si dirige verso la rottura definitiva. Follini e gli altri ministri Udc lasciano il Governo e i centristi concedono solo un appoggio esterno all'Esecutivo. La Casa delle Libertà, insomma, sta colando a picco. Gli ex Dc avevano chiesto una vera svolta nella squadra governativa, molto di più del semplice mini-rimpasto che il Cavaliere era pronto a concedere.
Ma, come sappiamo, il premier non si è mosso di un millimetro dalla sua posizione, e si è detto deciso ad onorare l’impegno preso con gli italiani andando fino in fondo con uno staff simile a quello attuale.

Ora più che mai, Berlusconi sembra aver chiuso gli occhi su ciò che realmente sta accadendo attorno a lui. Il suo inesauribile ottimismo altro non è, a questo punto, che un’ostinata presa di posizione che porterà il Paese a conseguenze nefaste. La sua linea dura ha più il sapore di un capriccio infantile ed egoistico: il farsi un esame di coscienza e mettersi da parte è un pensiero che nemmeno lo sfiora. Soprattutto non vuole rendersi conto che la fiducia degli italiani l’ha tradita già molto tempo fa (il voto delle elezioni Regionali ne è la prova) e che la gente ha bisogno di un reale cambiamento e di provvedimenti concreti per risanare prima di tutto l’economia. E' con questo spirito che il leader dell'Unione Romano Prodi aveva suggerito al Governo, se proprio era deciso a rimanere in piedi, di prendere determinate misure, anche impopolari, pur di rimettere, seppure un minimo, in sesto il Paese.

Come avrebbe dunque intenzione di procedere la Casa delle Libertà ora che l’Udc (e tra poco anche il Nuovo Psi di De Michelis) ha abbandonato tutto? Siamo davvero giunti al termine dell’era-Berlusconi?
Bertinotti, ad esempio, scommette di sì, affermando che questi ultimi giorni non sono altro che il "travaglio del dopo-Berlusconi". L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, sempre a proposito delle dimissioni dell’Udc, afferma che "se la motivazione delle dimissioni di un partito è politica, il Governo non può proseguire".

Ma, per com’è fatto Berlusconi, sarebbe un miracolo se stesse anche solo a sentire consigli del genere. Non resta quindi che continuare a seguire le vicende di questa tormentata coalizione del centrodestra, sperando comunque che l’attesa non si allunghi ulteriormente e si esca finalmente da questa spirale di riunioni, summit e incontri in cui si arranca miseramente, per uscire dalle sabbie mobili. Ciò che è certo è che non si tratta di un bello spettacolo, spettacolo di cui sinceramente gl’italiani cominciano ad averne abbastanza.

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