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Il Governo di Silvio
Berlusconi si sta lentamente frantumando. Oggi l'Udc ha deciso di
lasciare l'Esecutivo, abbandonando tre ministeri senza portafoglio.
Visti gli sviluppo di una crisi che appare ormai inarrestabile, il
centrosinistra chiede con decisione alla Casa delle Libertà di trovare
una soluzione che sia definitiva.
"Il Governo sta perdendo pezzi - ha commentato il leader di Rifondazione
Comunista Fausto Bertinotti - la crisi strutturale del Governo prende
sempre più direttamente, anche le forme della crisi politica. Il Paese
non può più aspettare. Il Governo si presenti immediatamente a riferire
in Parlamento. Nella crisi sia almeno garantita la trasparenza e il
rispetto delle istituzioni".
Parla di "crisi irreversibile" anche il Verde Stefano Boco, che chiede
di andare "subito alle urne".
"La decisione della direzione dell'Udc di ritirare i propri ministri
apre una crisi politica che non può più essere nascosta o mascherata -
ha dichiarato il leader dei Ds Piero Fassino - il presidente del
Consiglio deve, oggi stesso, rassegnare le dimissioni e aprire
formalmente la crisi di governo".
E, per il leader del centrosinistra Romano Prodi, l'Esecutivo è entrato
"in una fase di profonda crisi".
"Bisogna prenderne atto - ha aggiunto l'ex premier - la crisi è già
stata dichiarata stamattina dall'Udc e quindi credo che si sia entrati
in una nuova fase. Se non c'è la ricostituzione di un governo politico,
chiaramente il Paese dovrà esprimersi". |