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Gli esponenti dell'Udc
sono furiosi con Silvio Berlusconi, che ieri si è rimangiato tutti gli
impegni presi con i leader del centrodestra per accontentare i capricci
di Bossi. Dopo una lunga crisi, infatti, la coalizione aveva trovato un
accordo: il Cavaliere si sarebbe dimesso per dare vita ad un nuovo
Esecutivo, sempre sotto la sua guida, capace però di operare in forte
discontinuità da quanto fatto in questi quattro anni.
Ma, all'ultimo momento, il massimo esponente del Carroccio ha espresso
la propria contrarietà ad un Berlusconi-Bis, ed il premier non ha
rimesso l'incarico nelle mani del presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi. Il capo dello Stato, dopo aver firmato le dimissioni dei
ministri dell'Udc, ha quindi consigliato al numero uno del Governo di
presentarsi "senza indugio al Parlamento, che è la sede propria di ogni
chiarimento politico".
"Lo aspettiamo in Parlamento - ha affermato con tono minaccioso Marco
Follini - è stato uno sgarbo non tanto a noi, ma all'intero Paese".
L'ex democristiano Lorenzo Cesa ha poi rincarato la dose: "Se va avanti
così, vorrà dire che Berlusconi farà il presidente del Consiglio della
Padania".
E, se i centristi sono infuriati, il centrosinistra non è certo felice
per l'interminabile crisi del Governo.
"Questa crisi si sta trasformando in una farsa indecente. Il presidente
del Consiglio con il suo comportamento prende in giro, in un sol colpo,
la sua Maggioranza, le Istituzioni e tutto il Paese - ha dichiarato il
segretario dei Ds Piero Fassino - l'Italia è una grande Nazione che non
merita di essere governata con questo disprezzo per le regole
democratiche e per i cittadini".
Sul piede di guerra anche Romano Prodi, che ha chiesto alla Casa delle
Libertà di risparmiare al Paese una "crisi senza fine".
"Se sono capaci, se sono in grado, governino - ha affermato - altrimenti
risparmino al Paese un anno intero vissuto alla sbando". |