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Che il Presidente del
Consiglio fosse un amante degli scherzi e dei colpi di scena si sapeva
ormai da tempo. E per chi è rimasto a bocca aperta e con gli occhi
sgranati per le sue mancate dimissioni di ieri sera, due sono le
spiegazioni possibili: o ancora non ha capito niente del bizzarro
carattere di padron Silvio sebbene siano passati ormai quattro anni dal
suo insediamento al Governo, oppure stenta a credere che anche in una
situazione così critica ci sia ancora spazio per manovre così incaute ed
eclatanti.
I primi ad essersi trovati completamente spiazzati da quest'ultimo colpo
di scena da film d'azione di dubbia qualità (ma si sa che Berlusconi in
fondo appartiene al mondo della tv e dello spettacolo) sono stati
proprio i suoi stessi alleati ai quali, dopo un primo momento in cui non
sapevano se ridere o piangere (e capito subito che in effetti non c'era
proprio nulla da ridere), si è affacciata alla mente addirittura
l'ipotesi di un complotto architettato dallo stesso premier insieme
all’amica Lega.
Fino a un momento prima le dimissioni parevano certe: il presidente di
Alleanza Nazionale le aveva addirittura annunciate, i centristi erano
stati tranquillizzati e avevano ribadito la propria fiducia al premier
(pur avendo ritirato i propri ministri). Daltronde quest’ultimo aveva
dato la sua parola, anche se pare non abbia mai pronunciato chiaramente
le parole: "Mi dimetto". Tutto però faceva pensare che queste erano le
sue intenzioni; daltronde sarebbe stata l'unica soluzione intelligente
per tutti coloro che posseggono un po' di criterio e senso della realtà.
Ma a sorpresa la Lega, all'ultimo minuto, si è opposta a questa
soluzione. Il ministro Calderoli ha subito dichiarato, a proposito delle
dimissioni: "Non vedo perchè dovrebbe darle", sostenendo che secondo lui
non ci sarebbero le condizioni per un'azione del genere. Bossi ha
ripetuto il solito ritornello delle riforme e l'assoluta contrarietà del
proprio partito a un eventuale governo tecnico. Era tutta una finta?
Sapevano già come sarebbe andata a finire e per questo parevano così
tranquilli?
Tutto fa supporre che Berlusconi fosse già d'accordo con quella che
considera la sua unica alleata fidata (la Lega) e non ci si sorprende
che Udc e An si siano sentiti leggermente presi in giro.
Ormai è frequente l'opinione secondo cui Berlusconi avrebbe come grillo
parlante non la propria coscienza, ma Bossi e Calderoli. E' il loro
ostaggio eccellente e il "povero" primo ministro non vuole rendersi
conto del fatto che ciò che preme davvero alla Lega è esclusivamente
l’assicurazione di vedere esauditi i propri desideri; soprattutto non
vuol capire che Bossi sarebbe prontissimo (come in effetti ha già fatto
in passato) a mollare tutto (“amici” compresi) se ciò gli venisse
negato. Se questa la si può chiamare fedeltà ...
Per stamani era in programma la riunione della direzione nazionale di An
e pare che si stia discutendo addirittura di un possibile ritiro da
parte del partito di Fini dei propri ministri, sulla stessa linea
dell’Udc.
Ci si chiede quindi se Fini continuerà a mantenere la linea che lo ha
contraddistinto in quest'ultimo periodo, ovvero quella morbida del
mediatore, anche dopo questo clamoroso voltafaccia.
Il leader dell'Udc Follini come sappiamo non si è lasciato intimorire:
"Lo aspettiamo in Parlamento", ha tuonato, raccogliendo la sfida.
Intanto l’opposizione continua a osservare e a commentare impietosamente
questa coalizione del centrodestra allo sfacelo. Si usano parole come
“farsa indecente” (Fassino), “teatrino” (Rutelli).
“Si è toccato il punto più basso della politica in tutta la storia della
Repubblica” afferma il leader di Rifondazione Bertinotti, mentre il
verde Pecoraro Scanio parla di “accanimento terapeutico”, sostenendo che
al premier manchi il coraggio di dimettersi.
Si attende ora l’intervento del Presidente del Consiglio al Senato e
alle Camere, mentre per giovedì dovrebbe essere in programma il voto di
fiducia al governo. Quali nuove sorprese avrà in serbo per tutti noi
l’ormai ex-presidente del miracoli? Forse solo la Lega potrebbe svelarci
qualcosa in anticipo (mentre a Fini forse toccherà come sempre contare
fino a mille per mantenere la calma). |