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Si è conclusa anche la
seconda giornata di consultazioni al Quirinale. A colloquio con il
presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si sono oggi succedute
le delegazioni di Alleanza Nazionale e Forza Italia, per finire con i
faccia a faccia tra Ciampi e gli ex presidenti Francesco Cossiga e Oscar
Luigi Scalfaro.
Il capo dello Stato non ha nascosto la propria soddisfazione per il
lavoro svolto in questi due giorni: "Tutti coloro che sono venuti hanno
espresso le loro posizioni con chiarezza e senza incertezze e questo è
importante per giungere alla conclusione della crisi", ha affermato
uscendo dalla sala delle riunioni.
Al termine dell’incontro con la delegazione di An (formata dal
presidente Gianfranco Fini e dai capigruppo di Senato e Camera Domenico
Nania e Ignazio La Russa), è stato proprio il vicepremier Gianfranco
Fini a rispondere alle domande dei giornalisti: "Abbiamo chiesto al
presidente della Repubblica di affidare l'incarico al presidente Silvio
Berlusconi".
Questa è infatti la decisione presa dal suo partito in quanto, ha
chiarito sempre Fini, la coalizione sta lavorando "per rendere possibile
in tempi brevissimi la nascita di un Esecutivo, che rappresenti tutte le
forze politiche che hanno vinto le elezioni nel 2001". Naturalmente il
Governo dovrà portare a termine la legislatura impegnandosi su quei tre
punti tanto cari ad An, ovvero "il rilancio del Meridione che
rappresenta una potenzialità per tutta l'Italia, la difesa del reddito
delle famiglie, la competitività delle imprese".
Al termine dell'incontro tra il presidente Ciampi e la delegazione di
Forza Italia (che era formata dal vicepresidente Giulio Tremonti,
insieme al coordinatore Sandro Bondi e ai capigruppo di Senato e Camera
Renato Schifani ed Elio Vito) è stato invece Tremonti a rilasciare una
dichiarazione alla stampa. L'ex ministro dell'Economia ha spiegato che
Forza Italia ha chiesto al presidente di affidare un'altra volta il
Governo a Berlusconi "anche in considerazione del mandato che è venuto
dal corpo elettorale al principio della legislatura".
L'opposizione, intanto, ha ribadito il proprio malcontento di
fronte all’ipotesi sempre più concreta di un "Governo fotocopia". Romano
Prodi, assunto come portavoce di tutta l'Unione (compresa Rifondazione,
nonostante la discussa scelta di presentarsi al Quirinale separatamente)
ha spiegato: "È impensabile che i problemi del Paese vengano risolti da
un Governo uguale o simile a quello precedente o da un qualsiasi Governo
non fondato sulla volontà popolare". Il leader dell’Ulivo ha quindi
ricordato che tre sono i punti al centro delle richieste della sua
coalizione: che si ponga fine allo stravolgimento della Costituzione,
che si metta un freno alle modifiche delle leggi che regolano lo
svolgimento delle elezioni e della campagna elettorale, e che si operi
una netta inversione di tendenza della politica economica.
Quest'oggi Prodi, interrogato sulla crisi di governo, ha comunque
risposto di non voler fare nessun pronostico. "Aspettiamo gli eventi
serenamente", ha commentato parlando con i giornalisti.
Il presidente Ciampi, al termine di tutti gli incontri, ha
dichiarato che deciderà al più presto in merito alla situazione. A
questo punto, salvo sorprese, Berlusconi dovrebbe ottenere di nuovo
l'incarico di formare il Governo e presentare la lista dei ministri.
Il Cavaliere si dice come al solito fiducioso e ottimista, ma è facile
intravedere, dietro la bella facciata, che le tensioni in seno alla
coalizione del centrodestra sono tutt'altro che risolte. Questo
fantomatico Berlusconi-bis non nasce affatto sotto i migliori auspici, e
a farne le spese naturalmente saranno gli italiani, costretti a
convivere un altro anno con una Maggioranza che, come ha dimostrato il
voto delle Regionali, essi non riconoscono più. |