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"Il presidente della
Repubblica mi ha conferito l'incarico di formare il nuovo Governo. Conto
di sciogliere la riserva al più presto in modo da ricevere la prossima
settimana il voto di fiducia delle Camere". Queste le prime parole
pronunciate ieri sera da Silvio Berlusconi dopo il suo incontro al
Quirinale con il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi. Il Cavaliere
spera di riuscire a far giurare la nuova squadra oggi pomeriggio, anche
se al momento mantiene il massimo riserbo sui nomi dei ministri.
Fino ad ora le uniche due cose certe sono che non sarà un Esecutivo
simile a quello che ha guidato il Paese negli ultimi quattro anni
(almeno così ha promesso il premier) e che Antonio Marzano non sarà più
il ministro delle Attività produttive. Il forzista si è infatti già
congedato dallo staff del ministero.
"Entro pochi giorni la squadra di Governo sarà al lavoro per completare
con slancio rinnovato il programma di legislatura - ha spiegato il primo
ministro - al centro della nostra azione ci sarà il rilancio delle
Imprese, la difesa del potere d'acquisto delle famiglie e un piano di
iniziative concrete per il Sud con la creazione di nuovi posti di
lavoro".
Dopo aver lasciato il Quirinale, il leader di Forza Italia si è recato
prima alla Camera, per incontrare Pier Ferdinando Casini, e poi al
Senato, per un colloquio con Marcello Pera. Infine è tornato a Palazzo
Grazioli, dove ha incontrato, tra gli altri, Giuseppe Pisanu, Gianfranco
Fini, Maurizio Gasparri e Domenico Siniscalco.
Le manovre della Casa delle Libertà hanno lasciato molto perplesse le
opposizioni. Il giudizio più duro è arrivato dal diessino Gavino Angius:
"Altro che Berlusconi bis, siamo al Calderoli bis - ha tuonato - le
novità che circolano sulla nuova compagine governativa confermano che la
tanto invocata discontinuità non ci sarà e che l'asse del Nord con la
Lega continuerà a essere il baricentro dell'azione di questo Governo". |