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Il centrosinistra ha
espresso unanime delusione dopo aver appreso i nomi dei ministri che
entreranno a far parte del terzo Governo di Silvio Berlusconi. I motivi
dell'insoddisfazione dell'Unione sono legati in particolare a due nomi:
quello del forzista Giulio Tremonti e quello dell'aennino Francesco
Storace.
"La mia prima reazione scorrendo la lista dei ministri - ha affermato il
numero uno dell'Unione Romano Prodi - è che i due elementi di novità del
Berlusconi bis sono il ritorno di Giulio Tremonti, responsabile
dell'andamento negativo dell'economia italiana e l'arrivo di Francesco
Storace alla Sanità, sconfitto alle elezioni regionali proprio per la
cattiva gestione del sistema sanitario nel Lazio".
Sulla stessa lunghezza d'onda il leader dei Ds Piero Fassino, secondo il
quale siamo di fronte ad "un Esecutivo della disperazione", pensato
"unicamente per tenere insieme i cocci di una coalizione ormai a pezzi".
E, se per il dielle Arturo Parisi è nato "un governicchio elettorale
guidato dalla paura del giudizio degli elettori", per il presidente
dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro siamo alla presenza di "una
pietanza rancida riscaldata alla quale è stato aggiunto qualche
ministro".
"E un governicchio di trombati e riciclati - ha tuonato il comunista
Oliviero Diliberto - la nostra opposizione sarà asperrima, perchè tale
Governo potrà solo aggravare drammaticamente lo stato dell'Italia e le
condizioni dei lavoratori".
Polemico anche il leader dell'Udeur Clemente Mastella, per il quale "con
il ritorno al Governo del creativo Tremonti, Siniscalco va sotto tutela
e si rafforza l'asse del nord".
"La crisi - ha concluso il centrista - si è risolta con la sconfitta di
An e Udc che avevano chiesto un chiaro segno di discontinuità".
In sintonia con gli alleati anche il massimo esponente di Rifondazione
comunista Fausto Bertinotti, per il quale c'è stato "un gran valzer di
ministeri come nelle porte girevoli di un Grand Hotel".
"Comunque nulla può nascondere che l'era di Berlusconi è finita, il
Berlusconi-bis ne certifica la fine". |