|

I Pubblici ministeri
milanesi Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo hanno chiesto il rinvio a
giudizio di quattordici persone nell'ambito dell'inchiesta sulle
presunte irregolarità compiute da Mediaset in una compravendita di
diritti cinematografici del valore di circa 470 milioni di euro.
Tra gli altri, rischiano di finire alla sbarra anche il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi ed il presidente del gruppo televisivo
Fedele Confalonieri, che potrebbero presto trovarsi in Tribunale a
rispondere di grave accuse quali la frode fiscale, l'appropriazione
indebita, il falso in bilancio e il riciclaggio.
Le posizioni di Pier Silvio e Marina Berlusconi, figli del premier, sono
state stralciate.
"La macchina della Giustizia a Milano è in perfetto orario - ha
commentato a caldo il forzista Sandro Bondi - precisa come un orologio
svizzero. Complimenti".
"E' un nuovo caso di vergognoso uso politico della giustizia - gli ha
fatto eco l'azzurra Isabella Bartolini - ancora una volta il premier,
accusato ingiustamente, sarà costretto a dimostrare la sua totale
innocenza".
Di diverso tono la dichiarazione rilasciata dal presidente dell'Italia
dei Valori Antonio Di Pietro, secondo il quale "se il nostro fosse un
Paese normale", Berlusconi avrebbe già "dovuto subire un impeachment".
"Ora chiediamo che la giustizia faccia il suo corso - ha aggiunto - e
che, all’interno del Parlamento e nel mondo dell’informazione, non si
cerchi di buttarla ancora una volta in politica per evitare che
l’imputato risponda nel merito delle sue azioni". |