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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 27 APRILE 2005
Berlusconi, è arrivato il tempo di uscire di scena
ANTONIO DI PIETRO

La grandezza di un uomo politico si misura, oltre che dalla competenza nel raggiungere i propri obiettivi, anche dalla sua capacità nel percepire il cambiamento dei tempi, nel saper comprendere e soprattutto accettare che in politica nessuno dura per sempre e che quando un ciclo positivo volge al termine é saggio preparare, con lungimiranza e stile, la propria uscita di scena ...
Gli eventi che hanno scandito la realtà politica di questi giorni, la crisi di governo e l'atteggiamento con il quale Berlusconi ha mal gestito e subìto la ribellione dei suoi ex-alleati, hanno dato al sensazione di assistere all'ultimo atto di quella che sembrerebbe una farsa, se non avesse ripercussioni tanto gravi sulla vita del Paese.

La maggioranza di centrodestra si é infatti sbriciolata sotto il peso della pesantissima sconfitta elettorale alle Regionali. I partiti minori della Casa delle Libertà avevano avvertito i sintomi della crisi già da molto tempo, ma in questa occasione, per la prima volta, Udc e An hanno letteralmente costretto Berlusconi, nonostante la sua totale e declamata contrarietà, a rassegnare le dimissioni e a cedere qualche poltrona, nell'estremo tentativo di prendere un po' fiato e tirare a campare, fino alla scadenza naturale della legislatura nel 2006.

Nonostante ciò, nel suo breve discorso davanti al Parlamento il giorno che ha rimesso il suo mandato, Berlusconi, come da copione in questi anni, ha continuato a mentire in primo luogo a sé stesso, oltre che agli italiani, minimizzando non solo i gravissimi problemi che soffocano il Paese, ma arrivando a dichiarare che la crisi in corso è solo un mero atto dovuto, passaggio obbligato dettato da una Costituzione che impone regole (quelle della democrazia!) sicuramente da superare.
La verità é che, questa volta il potere del denaro non basterà a compattare i partiti della Casa delle Libertà: come abbiamo già detto, il dopo Berlusconi é già cominciato e le Politiche il centrodestra le ha già perse, che si svolgano anticipatamente o nel giugno del 2006.

E' finita, infatti, la stagione in cui gli italiani si sono fatti ammaliare da un sorriso da pubblicità attraverso manifesti a caratteri cubitali, dalle barzellette prefabbricate, dalle partite di calcio e ballerine e promesse impossibili da realizzare. La realtà é che questo Governo é crollato a causa dall'inadeguatezza di una classe dirigente che, al di là di un'indubbia difficile congiuntura economica internazionale, non ha saputo dar risposte concrete e credibili alla crisi che inginocchia il Paese, come riconosciuto ormai anche dalla stessa Confindustria.

Questo governo é crollato a causa dall'impossibilità di continuare a coniugare le spinte e le esigenze contrapposte tra la Lega e Alleanza nazionale, ma soprattutto é crollato poiché quasi 2.400.000 di italiani non hanno più votato per Forza Italia.

Famiglie del ceto medio che si sono rese conto che in questi anni chi li ha governati ha dissipato tempo ed energie, solo per fare leggi ad personam, in funzione delle necessità processuali di quello o quell'altro imputato presente in Parlamento e nel contempo, ha perpetrato una sistematica politica di tagli ai servizi alla persona. Una politica di governo che ha portato l'Italia in una guerra ingiusta e costosa, che la maggioranza del Paese non voleva, che ha aumentato il divario tra ricchi e poveri e tra nord e sud del Paese, che subdolamente, ha portato avanti idee pericolose ed immorali: dal non rispetto verso la Magistratura a provvedimenti come la depenalizzazione del falso in bilancio, gli innumerevoli condoni e soprattutto una politica che ha letteralmente svuotato le casse dello Stato.

Quanti sono i giorni effettivi di attività parlamentare sui quali il Berlusconi Bis potrà effettivamente contare? Solo 50-60, tra vacanze estive e natalizie. Si può forse ragionevolmente pensare che in questo poco tempo e per di più senza risorse, si possa realmente risolvere i problemi del Paese?
Si può ragionevolmente credere che quello di cui oggi, in questa profonda situazione di crisi, il Paese aveva davvero bisogno, era di avere Buttiglione ministro ai Beni Culturali o trovare "un posto" allo sconfitto Storace come ministro alla Sanità o rispolverare Tremonti, che è all'origine del dissesto economico in cui é sprofondata l'Italia? Non è serio, né tanto meno rispettoso, continuare con questo irresponsabile comportamento sulla pelle delle famiglie italiane, che hanno visto dimezzato il potere d'acquisto dei loro stipendi e che non riescono ad arrivare a fine mese. Se queste sono le condizioni, allora meglio andare a votare subito, e non prolungare inutilmente un'agonia che peggiora solo la situazione.


Indipendentemente dalle valutazioni politiche, la storia giudicherà l'Italia di questi dieci anni di Governo Berlusconi, ma é indubbio che si é aperta ormai una nuova, delicatissima fase.
I partiti dell'Unione, guidati da Romano Prodi, senza dare per acquisita una vittoria ancora tutta da consolidare, nel poco tempo che ci separa dal nuovo appuntamento elettorale, devono ora impegnarsi con professionalità, senso di responsabilità ed umiltà, per costruire un serio, concreto, condiviso programma ed indicare in modo semplice e chiaro le tante cose da fare per risollevare le sorti del Paese.

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