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Forse voleva essere una minaccia, ma la dichiarazione che Silvio Berlusconi ha rilasciato questa mattina a proposito di un possibile cambio di leadership nella Casa delle Libertà è diventata un piacevole oggetto di discussione per molti dei suoi alleati. Tra questi, ovviamente, anche il numero uno dell'Udc Marco Follini, secondo il quale la Casa delle Libertà non può "rotolare verso il 2006 lungo una sorta di piano inclinato, come se fosse già deciso tutto: l'assetto dei partiti, la leadership e magari anche l'esito del voto". "Se la nostra coalizione andasse avanti senza cambiare nulla di sé - ha aggiunto - finirebbe per essere il miglior alleato dei suoi avversari". Il massimo esponente dei cattolici di Maggioranza non ha poi nascosto le mille perplessità del suo partito di fronte al nuovo Governo del Cavaliere. "Le esprimiamo la nostra fiducia senza illusioni, come si conviene alla fase difficile che il Paese e la politica stanno attraversando - ha chiarito durante il suo intervento alla Camera dei Deputati - ma non sarei leale, né costruttivo se dicessi: tutto è per il meglio, la svolta c'è già, siamo appagati". L'ex democristiano ha poi frenato sul partito unico del centrodestra (anche se ha chiarito che su questo tema non ha pregiudizi) ed ha promesso che il suo partito vigilerà sulla stabilità dei conti pubblici. "Non più meno tasse per tutti - ha concluso - ma un fisco più equo".
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