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"C'è la più forte consapevolezza
delle ragioni dello stare insieme in vista dell'auspicata trasformazione
della coalizione in un soggetto unico".
Ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in occasione
del suo intervento alla Camera dei Deputati, è tornato a parlare della
possibilità che i partiti del centrodestra possano in futuro
"sciogliersi" in un unico soggetto.
Un'idea subito sposata da diversi esponenti di Forza Italia, primi tra
tutti l'eurodeputato Antonio Tajani e il vicepremier Giulio Tremonti, ma
che non è stata accolta con entusiasmo dagli alleati.
Solo il leader di An Gianfranco Fini, che forse vede in questa proposta
la sua unica possibilità di ambire un giorno alla poltrona di Palazzo
Chigi, non ha voluto stroncare i progetti del Cavaliere. L'ex missino ha
parlato di "ipotesi da non escludere", ma non ha comunque nascosto le
proprie perplessità.
"Un nuovo soggetto politico unitario del centrodestra? - ha affermato -
è un'idea tutta da costruire, che comporta tempi e approfondimenti
meditati".
Ancora meno aperto al dialogo il Carroccio: "E' difficile ragionare ora
di partito unico - ha spiegato il ministro della Giustizia Roberto
Castelli - ma gli altri facciano pure come vogliono in completa
autonomia".
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Roberto Calderoli, secondo il quale
quello della casa comune "per la Lega è un discorso improbabile".
Ma, ancora una volta, è l'Udc il partito a fare una maggiore resistenza.
Parlando con l'agenzia di stampa "Reuters", un esponente centrista ha
decisamente bocciato la proposta.
"Berlusconi è passato alla formula del partito unico invece che partire
dal progetto - ha chiarito l'anonimo ex Dc - la formula fa paura, fa
l'impressione dell'annessione. Se avesse parlato di progetto invece si
sarebbe posta l'attenzione sul metodo, ma questo non l'ha voluto fare".
Alcuni giorni fa Luca Volontè aveva già affrontato la questione: "L'idea
del partito unico è già stata bocciata dagli elettori sia di
centrodestra che di centrosinistra - aveva ricordato - nella nostra
coalizione c'è bisogno di un maggiore coordinamento organizzativo, non
di un partito unico". |