PRIMA PAGINA

POLITICA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 APRILE 2005
Dalla "Casa delle Libertà" al "Partito della Libertà"
EDUARDO RINA

Il grande pubblicitario (bisogna riconoscergli questa abilità) che dal 2001 guida il Governo italiano ha immediatamente capito, dopo l'esito del voto del 3 e 4 aprile, che sul terreno del "marketing politico", oltre che su tutto il resto, il marchio "Casa delle Libertà" non è più facilmente "spendibile e vendibile" poichè richiama e richiamerà, nel 2006, il senso complessivo della sconfitta politica e elettorale. Lo aveva inventato e coniato nel 2001 come il "messaggio" di un contenitore nuovo e diverso nel panorama delle "sigle" e dei "marchi" dei partiti e delle coalizioni esistenti.

Il marchio "Casa delle Libertà" racchiudeva e condensava diversi messaggi innovativi del tradizionale linguaggio politico e rendeva, sia visivamente che subliminalmente, espliciti i suoi punti forti: "Casa" (e non più "Polo") come messaggio "rassicurante, caldo, ospitale, accogliente" e "Libertà" (come espressione suprema dell'aspirazione umana al godimento pieno del proprio vivere). La drammaticità del fallimento di un Progetto Politico che si lega fortemente al suo marchio ha immediatamente illuminato la fantasia del pubblicitario. Il quale ha partorito o si accinge a partorire, un altro marchio che deve riassumere e condensare, nell'immaginario del "target" di clientela potenziale, oggi delusa delle liti nella Casa (che hanno prodotto la crisi di governo), il monolite del tanto detestato e vituperato partito.

Qual è la novità che spinge oggi il pubblicitario a lanciare un marchio che in passato ha ferocemente contestato, come portatore di principi insani e come strumento della partitocrazia parassitaria e spendacciona? La novità è semplice e insita nell'attualità della "crisi" e nelle sue prospettive verso il voto politico. La "Casa delle Libertà" è stata sconfitta dall'Unione dei partiti del centrosinistra. Quindi, dal punto di vista del marketing, i "partiti" ridiventano strumenti vincenti... anche in vista del 2006. Ma "i Partiti" (che rimangono "diversi e dialettici" nell'Unione) sono portatori di potenziali liti che producono paralisi e inefficienza nel Governo della cosa pubblica.

Il "partito unico della Libertà" sarà invece il portatore di un nuovo Progetto Politico che sarà realizzato, senza dispute interne e veti contrapposti.

Attenzione a sottovalutare il grande pubblicitario che, disponendo di quel fuoco micidiale delle sue televisioni, darà disposizioni per una martellante campagna pubblicitaria. Vi siete accorti che da giorni non si parla più, nei giornali e nei notiziari televisivi dei contenuti di questa drammatica crisi, ma quasi esclusivamente del nuovo contenitore del "partito unico della Libertà?".

LEGGI ANCHE:

CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"