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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 30 APRILE 2005
Bruti Liberati si congeda: "I Magistrati non piegheranno la schiena"
REDAZIONE

"Nessuno si illuda che i Magistrati italiani rappresentati dall'Anm si siano stancati o siano disposti a piegare la schiena". Si è congedato con queste parole Edmondo Bruti Liberati, che ha oggi lasciato la carica di presidente dell'Associazione nazionale Magistrati a Ciro Riviezzo, eletto all'unanimità dal Comitato direttivo centrale. Bruti Liberati ha pronunciato parole molto dure nei confronti del Governo nel suo discorso d'addio ed ha ricordato che durante il suo mandato è stato necessario difendere l'indipendenza dei Giudici "di fronte ad attacchi senza precedenti".

"Quello trascorso è stato un periodo particolarmente delicato per la Magistratura - ha affermato - la invereconda campagna sulla Magistratura politicizzata e sulle toghe rosse, spesso veicolata da una informazione televisiva di parte, ha fatto ridere (ancor prima che preoccupare) il resto dell'Europa e del mondo".
Insomma, secondo l'ormai ex presidente dell'Anm c'è stata una forte "campagna di attacchi, di delegittimazione ed anche di veri e propri insulti che ha visto spesso in azione esponenti di rilievo della maggioranza e purtroppo protagonista costante il Presidente del Consiglio in carica".

Parole durissime anche nei confronti del Guardasigilli Roberto Castelli, autore di una Riforma della Giustizia che "pone a rischio l'indipendenza della Magistratura, modifica l'equilibrio tra i poteri dello Stato, diminuisce le garanzie per i cittadini".
"Non c'è più nessuno, nell'ambito dei giuristi e degli opinionisti imparziali, che difenda la riforma - ha fatto notare - progetto in crisi all'interno della stessa maggioranza".
Il leghista è stato attaccato anche perché ritenuto principale responsabile del malfunzionamento della Giustizia.
"Mentre in occasione della finanziaria tutti i ministri si battono per assicurare fondi al loro comparto - ha affermato - il nostro Ministro Castelli si è messo contro, con l'argomento che bisognava attendere la riforma dell'ordinamento giudiziario".

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