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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 1 DICEMBRE 2005
Berlusconi: "Io l'unto dal popolo. Con l'Unione sarà regime"
REDAZIONE

Un Silvio Berlusconi scatenato quello che si è esibito ieri all'assemblea nazionale dei Riformatori liberali. Il premier era come sempre carico di astio verso le opposizioni e pieno di stima per se stesso, ma aveva in più quella grinta che è capace di tirare fuori solo nelle grandi occasioni.
Tra le altre cose ieri si è fatto venire una delle sue crisi mistiche: "Unto dal Signore? - ha affermato - è il popolo che, con il voto, unge chi elegge. E infatti mi ha unto il popolo".

Ma oltre alla auto-santificazione (tra le altre cose ha riferito che lui non racconta mai barzellette, ma "parabole"), il Cavaliere si è preoccupato di demonizzare i suoi avversari politici. L'accusa è sempre la stessa: se l'Unione vincerà le elezioni l'Italia sprofonderà in un regime dittatoriale.
"Hanno molto, anzi, hanno troppo - ha affermato - la scuola l'università, i giornali, nonostante tutto le televisioni, i patronati, la magistratura, non parliamo della Corte Costituzionale, governano in sedici Regioni su venti e per questo se avessero anche la maggioranza e il governo saremmo al regime. Ma noi non glielo daremo".

Berlusconi è quindi passato ad un altro pezzo forte, anche se un po' datato, del suo repertorio, quello relativo alle promesse pre-elettorali. In particolare il capo del Governo ha assicurato che in caso di una nuova vittoria si preoccuperà di abbassare le tasse. Ma il leader di Forza Italia è soddisfatto anche di ciò che è già stato fatto. Talmente entusiasta del proprio operato che si è detto convinto di avere ormai superato i suoi maestri: "Ronald Reagan e Margaret Thatcher? - ha dichiarato - ho letto i loro discorsi, sono fonti dalle quali mi sono abbeverato. Ma io sono stato più bravo. Il premier inglese nei primi quattro anni non aveva fatto nulla, noi abbiamo fatto 24 riforme".

Il premier ha poi difeso alcune delle norme più discusse della legislatura, a cominciare dalle ultime: la riforma della legge elettorale ("assolutamente democratica") e la ex Cirielli ("che doverosamente doveva essere fatta").
Quanto al futuro, Berlusconi ha voluto mostrarsi ottimista. Per lui la Casa delle Libertà ha subito solo "una lieve flessione" e non il disastroso crollo di cui parlano tutti i sondaggi. Uno svantaggio talmente piccolo, quello della sua coalizione, che il Cavaliere si è convinto di mettere in atto una campagna di affissioni (per una spesa di 10 milioni di euro) che comprende 750 mila manifesti.

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