|

Un Silvio Berlusconi scatenato quello che si
è esibito ieri all'assemblea nazionale dei
Riformatori liberali. Il premier era come
sempre carico di astio verso le opposizioni
e pieno di stima per se stesso, ma aveva in
più quella grinta che è capace di tirare
fuori solo nelle grandi occasioni.
Tra le altre cose ieri si è fatto venire una
delle sue crisi mistiche: "Unto dal Signore?
- ha affermato - è il popolo che, con il
voto, unge chi elegge. E infatti mi ha unto
il popolo".
Ma oltre alla auto-santificazione (tra le
altre cose ha riferito che lui non racconta
mai barzellette, ma "parabole"), il
Cavaliere si è preoccupato di demonizzare i
suoi avversari politici. L'accusa è sempre
la stessa: se l'Unione vincerà le elezioni
l'Italia sprofonderà in un regime
dittatoriale.
"Hanno molto, anzi, hanno troppo - ha
affermato - la scuola l'università, i
giornali, nonostante tutto le televisioni, i
patronati, la magistratura, non parliamo
della Corte Costituzionale, governano in
sedici Regioni su venti e per questo se
avessero anche la maggioranza e il governo
saremmo al regime. Ma noi non glielo
daremo".
Berlusconi è quindi passato ad un altro
pezzo forte, anche se un po' datato, del suo
repertorio, quello relativo alle promesse
pre-elettorali. In particolare il capo del
Governo ha assicurato che in caso di una
nuova vittoria si preoccuperà di abbassare
le tasse. Ma il leader di Forza Italia è
soddisfatto anche di ciò che è già stato
fatto. Talmente entusiasta del proprio
operato che si è detto convinto di avere
ormai superato i suoi maestri: "Ronald
Reagan e Margaret Thatcher? - ha dichiarato
- ho letto i loro discorsi, sono fonti dalle
quali mi sono abbeverato. Ma io sono stato
più bravo. Il premier inglese nei primi
quattro anni non aveva fatto nulla, noi
abbiamo fatto 24 riforme".
Il premier ha poi difeso alcune delle norme
più discusse della legislatura, a cominciare
dalle ultime: la riforma della legge
elettorale ("assolutamente democratica") e
la ex Cirielli ("che doverosamente doveva
essere fatta").
Quanto al futuro, Berlusconi ha voluto
mostrarsi ottimista. Per lui la Casa delle
Libertà ha subito solo "una lieve flessione"
e non il disastroso crollo di cui parlano
tutti i sondaggi. Uno svantaggio talmente
piccolo, quello della sua coalizione, che il
Cavaliere si è convinto di mettere in atto
una campagna di affissioni (per una spesa di
10 milioni di euro) che comprende 750 mila
manifesti. |