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Il presidente cubano Fidel Castro ha un
nuovo nemico: la Spagna di José Luis
Rodriguez Zapatero ed in particolare proprio
la compagine politica del primo ministro di
Madrid. Un partito, quello di Zapatero, che
per il massimo esponente del regime de
L'Avana dice di essere socialista, ma che in
realtà non lo è proprio per nulla. Il
dittatore punta il dito in modo particolare
contro "l'autoproclamata funzionaria di un
partito che dice di essere socialista o
socialdemocratico".
"Non voglio fare nomi - ha aggiunto - però
sappiano molto bene che stiamo con occhi
vigili e una buona raccolta di dati nello
zaino".
Fidel Castro non vuole fare nomi, ma è
evidente il bersaglio della sua frecciata.
Il presidente dell'isola caraibica si
riferisce a Trinidad Jemenez, responsabile
delle relazioni esterne del Governo di
Zapatero, "colpevole" di avere chiesto a
Cuba la cessazione delle attività di polizia
contro i dissidenti.
Ma non è solo questo il motivo di tanta
ostilità verso Madrid. Alcuni giorni fa il
ministro della difesa spagnolo Jose Bono
aveva parlato del presidente venezuelano
Hugo Chavez come di un leader "che può
piacere o non piacere, ma che sicuramente è
stato eletto e voluto dai suoi concittadini,
mica come Fidel Castro e Augusto Pinochet".
Un paragone, quello con il tiranno fascista,
che aveva mandato su tutte le furie il
Governo cubano, che aveva convocato
immediatamente l'ambasciatore spagnolo a
L'Avana per una protesta ufficiale. |