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La radio spagnola "Cope", di proprietà della
conferenza episcopale, è finita in guai
molto seri dopo l'incredibile scherzo
telefonico che ha avuto come involontario
protagonista il neo eletto presidente della
Bolivia Evo Morales.
I fatti: all'indomani delle elezioni Morales
ha ricevuto una chiamata dal capo del
Governo di Madrid José Luis Rodriguez
Zapatero, che si è congratulato con lui per
l'affermazione alle urne. Il colloquio è
durato oltre dieci minuti, tra le altre cose
Zapatero ha detto di essere molto contento
che con la Bolivia si va rafforzando l'asse
"cubano-venezuelano" (vale a dire quello
anti-americano).
Qualche ora dopo il neo presidente della
nazione sudamericana ha informato il suo
popolo della telefonata, ma il Governo
spagnolo è caduto dalle nuvole. Madrid ha
smentito tutto e si è sfiorata una crisi
diplomatica.
Poco più tardi il mistero è stato risolto:
in realtà Morales non ha mai parlato con
Zapatero, ma con un suo imitatore, che
lavora appunto per radio "Cope".
Uno scherzo davvero epocale, che potrebbe
però costare molto caro all'emittente.
L'ambasciatore spagnolo a La Paz, Juan
Francisco Montalban, è stato costretto a
presentare le scuse della Spagna a Morales.
Nel frattempo il ministro spagnolo degli
Esteri Mugle Angel Moratinos ha convocato il
nunzio apostolico in Spagna per protestare
ufficialmente e per annunciare che la radio
sarà perseguita legalmente.
"E' inaccettabile l'intenzione di
ridicolizzare il presidente eletto di un
paese amico", ha tuonato Fernando Moraleda,
ministro delle Comunicazioni, mentre
l'ambasciatore Montalban ha messo in chiaro
che delle semplici scuse non basteranno,
perché siamo davanti ad "un atto grave, ad
un offesa a un capo dello Stato". |