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A pochi giorni dalla decisione
dell'Unione europea di sospendere fino a luglio le sanzioni contro
l'isola di Cuba, che ha scatenato l'indignazione degli oppositori
del regime e di alcune organizzazioni per i diritti umani, il
dittatore Fidel Castro spara a zero proprio sul Vecchio
Continente. Parole durissime sono state pronunciate prima contro
coloro che hanno protestato per la revoca delle sanzioni, e poi
anche contro coloro che quelle sanzioni le hanno revocate.
"Cuba non ha bisogno né degli Stati Uniti né dell'Europa - ha
affermato il leder Maximo nel corso di uno dei suoi soliti
lunghissimi discorsi - devo stare zitto, perché non voglio aiutare
la meschinità. Ora stanno dicendo che l'Europa è traditrice, che
ha abbandonato coloro che lottano per la libertà, che l'Europa sta
facendo il gioco del tiranno Castro e gli si è venduta".
Il numero uno del regime ha dunque ribadito che Cuba è in grado di
andare avanti anche senza l'aiuto di europei e americani.
"Facciamo a meno degli Usa e facciamo a meno dell'Europa - ha
chiarito - abbiamo imparato a vivere a prescindere da loro, che
cosa piacevole poterlo dire".
Il dittatore non ha mostrato nessun apprezzamento nei confronti
dell'Unione europea per il provvisorio congelamento delle
sanzioni, ma ha anzi usato nei confronti di Bruxelles un
linguaggio tagliente e ironico.
"Ci stanno trattando come se fossimo condannati a morte e loro ci
perdonassero per pochi mesi, fino a giugno, mentre osservano come
mi comporto - ha osservato - stanno per perdonarci? Per quale
crimine? Per quale peccato?".
Poche ore prima Castro aveva invece puntato il dito contro il
presidente americano George W. Bush, che il giorno del suo
insediamento per il secondo mandato alla Casa Bianca aveva parlato
della libertà in tutto il mondo come di un obiettivo dei prossimi
quattro anni di Governo della sua amministrazione.
"Non si faccia illusioni sulla nostra isola, non potrà mai essere
dominata, potranno sterminarci, ma non potranno dominarci - ha
tuonato - ho ascoltato il discorso di Bush, e ho visto un viso
alienato e un uomo che leggeva cose scritte su un libretto". |