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"Gasparri pur di non essere
costretto a vedere in Rai le cose che non ama è disposto davvero a
tutto: a cacciare o far cacciare quando può, a censurare quando ci
riesce, a tentare di intimidire se non può far altro. Comunque, ci
prova sempre".
Con queste parole la diessina Giovanna Melandri ha commentato le
parole del ministro delle Telecomunicazioni Maurizio Gasparri, che
aveva denunciato "una infrazione alle regole" nella puntata di
"Parla con me" andata in onda domenica scorsa su Rai Tre, nella
quale era stato ospite il leader del centrosinistra Romano Prodi.
"L'Onorevole Melandri non ha argomenti validi a sostegno delle sue
tesi ridicole - ha immediatamente risposto l'esponente di Alleanza
Nazionale - dice bugie e menzogne. Se avesse fatto una cosa del
genere un altro tipo di programma ospitando un esponente di
centrodestra la stessa Melandri avrebbe starnazzato in maniera
molto forte".
La controreplica dell'esponente della Quercia non si è fatta
attendere. Melandri ha puntato il dito soprattutto contro il
linguaggio indecente del ministro.
"Gasparri per il modo in cui pensa, parla e scrive ancora una
volta ci ha ricordato che gran signore sia - ha tuonato - un tempo
con chi diceva cose che non gli andavano a genio o la pensava
diversamente da lui utilizzava metodi più spicci, ora che per
obblighi ministeriali è costretto ad indossare l'abito blu, si
scatena con gli insulti. La forma cambia ma la sostanza resta
sempre la stessa". |