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La revoca delle sanzioni al regime
di Fidel Castro e, soprattutto, la cancellazione dell'embargo alla
Cina, hanno fatto andare su tutte le furie gli Stati Uniti, che
hanno in queste ore rivolto dure accuse all'Unione europea.
La Camera dei rappresentanti di Washington ha persino approvato
una mozione per condannare le politiche di Bruxelles relative alla
soppressione delle misure restrittive sulla vendita di armi alla
Cina, che erano in vigore dalla terribile repressione del 1989 di
piazza Tienanmen.
Con un voto quasi unanime, 411 voti contro tre, i parlamentari
statunitensi hanno chiesto alla Casa Bianca di attivarsi subito
affinché l'Unione europea possa tornare sulle proprie decisioni.
"L'incolumità dei soldati americani in Asia è direttamente
minacciata dalla miopia e dalle iniziative guidate dalla fame di
soldi da parte dell'Europa - ha tuonato il deputato democratico
Tom Lantos - è un'idea che mostra che hanno veramente perso la
loro bussola morale".
Per il repubblicano Mark Steven Kirk, invece, quella di Bruxelles
è una decisione di basso profilo dettata dalla voglia di mettersi
in tasca un pugno di spiccioli.
I deputati hanno espresso grave preoccupazione anche per gli
effetti che questa decisione potrà avere sul futuro di Taiwan. |