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E' davvero una giornata nera per gli
italiani impegnati per lavoro in Iraq ed Afghanistan. Oltre che
per la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, sequestrata
oggi in Iraq, il nostro Paese è con il fiato sospeso per altri tre
concittadini, che erano a bordo dell'aereo di linea della Kam Air
precipitato questa notte in Afghanistan. I resti del Boeing 737
sono stati individuati a cinquanta chilometri da Kabul, dove il
velivolo non era potuto atterrare a causa di una bufera di neve.
Uno dei 104 passeggeri è certamente il capitano di fregata Bruno
Vianini, mentre sono sempre più insistenti le voci relative alla
presenza a bordo di altri due italiani, probabilmente volontari di
qualche organizzazione non governativa.
"E' stato individuato il rottame - ha annunciato il ministro della
Difesa Antonio Martino - ma non si sa ancora se ci sono
superstiti". La Farnesina ha espresso "forte preoccupazione" per
la sorte dei tre dispersi.
La tragedia di oggi fa tornare alla mente la morte di Giovanni
Bruno, il militare del contingente italiano di stanza in
Afghanistan deceduto lo scorso ottobre in un grave incidente
stradale. Il soldato era di pattuglia con quattro commilitoni,
quando il mezzo della Task Force "Cobra" su cui viaggiava è uscito
di strada. Solo un incidente, aveva immediatamente chiarito il
comando italiano, specificando non c'èra stato nessun atto ostile. |