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Una scelta "sbagliata, ingiusta,
illegittima, gravemente offensiva e dannosa nei confronti di Paolo
Rossi in qualità di autore e regista". Con queste parole Paolo
Rossi e Paolo Guerra, rispettivamente autore e produttore dello
spettacolo teatrale "Questa sera si recita Molierè", definiscono
la decisione della Rai di censurare lo spettacolo per motivi di
"pulizia linguistica".
Come è noto i fatti risalgono al mese scorso. Sabato 8 gennaio la
Rai aveva mandato in onda la prima parte della rappresentazione
teatrale sulla seconda rete, ma si era poi rifiutata di
trasmettere il seguito, che era stato programmato per il 15 di
gennaio. Troppe parolacce, aveva poi spiegato il direttore di Rai
Due Massimo Ferrario davanti alla Commissione di Vigilanza.
Oggi la replica di Rossi e del produttore del programma. Una
risposta affidata agli avvocati, incaricati di "agire
giudizialmente in sede penale e civile per la tutela dei propri
interessi".
"Se a tanto si aggiungono le dichiarazioni rilasciate ai media dal
direttore di Raidue Ferrario relative alle motivazioni di quella
decisione - hanno spiegato i due - si può ritenere che sia stata
commessa anche una grave diffamazione nei confronti di Paolo
Rossi. Non è tollerabile che si possa impunemente affermare a
mezzo stampa che un artista non rispetta il pubblico perché usa un
linguaggio non consono alla linea editoriale, cioè dice
volgarità".
Peraltro, hanno aggiunto Rossi e Guerra, la Rai ha anche
corrisposto il compenso pattuito: "Viene da chiedersi se e chi
risponda di questo spreco".
Ma non è tutto, ai Giudici sarà chiesto di punire anche la palese
violazione del diritto d'autore.
"La legge italiana - hanno infatti ricordato - punisce chi, anche
per inadempienza contrattuale (come nella presente vicenda),
illegittimamente diffonde un'opera con deformazione o mutilazione
della stessa".
Insomma, presto Viale Mazzini dovrà difendersi per l'inadempienza
del contratto, lo spreco di danaro pubblico, la violazione del
diritto d'autore e la diffamazione nei confronti di Paolo Rossi.
"Ma soprattutto è intollerabile - hanno concluso i due - la
repressione di diritti e di libertà costituzionalmente protette". |