PRIMA PAGINA

POLITICA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 4 FEBBRAIO 2005
Censura: Paolo Rossi querela la Rai
REDAZIONE

Una scelta "sbagliata, ingiusta, illegittima, gravemente offensiva e dannosa nei confronti di Paolo Rossi in qualità di autore e regista". Con queste parole Paolo Rossi e Paolo Guerra, rispettivamente autore e produttore dello spettacolo teatrale "Questa sera si recita Molierè", definiscono la decisione della Rai di censurare lo spettacolo per motivi di "pulizia linguistica".
Come è noto i fatti risalgono al mese scorso. Sabato 8 gennaio la Rai aveva mandato in onda la prima parte della rappresentazione teatrale sulla seconda rete, ma si era poi rifiutata di trasmettere il seguito, che era stato programmato per il 15 di gennaio. Troppe parolacce, aveva poi spiegato il direttore di Rai Due Massimo Ferrario davanti alla Commissione di Vigilanza.

Oggi la replica di Rossi e del produttore del programma. Una risposta affidata agli avvocati, incaricati di "agire giudizialmente in sede penale e civile per la tutela dei propri interessi".
"Se a tanto si aggiungono le dichiarazioni rilasciate ai media dal direttore di Raidue Ferrario relative alle motivazioni di quella decisione - hanno spiegato i due - si può ritenere che sia stata commessa anche una grave diffamazione nei confronti di Paolo Rossi. Non è tollerabile che si possa impunemente affermare a mezzo stampa che un artista non rispetta il pubblico perché usa un linguaggio non consono alla linea editoriale, cioè dice volgarità".
Peraltro, hanno aggiunto Rossi e Guerra, la Rai ha anche corrisposto il compenso pattuito: "Viene da chiedersi se e chi risponda di questo spreco".

Ma non è tutto, ai Giudici sarà chiesto di punire anche la palese violazione del diritto d'autore.
"La legge italiana - hanno infatti ricordato - punisce chi, anche per inadempienza contrattuale (come nella presente vicenda), illegittimamente diffonde un'opera con deformazione o mutilazione della stessa".
Insomma, presto Viale Mazzini dovrà difendersi per l'inadempienza del contratto, lo spreco di danaro pubblico, la violazione del diritto d'autore e la diffamazione nei confronti di Paolo Rossi.
"Ma soprattutto è intollerabile - hanno concluso i due - la repressione di diritti e di libertà costituzionalmente protette".

LEGGI ANCHE:

CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"